ahia mi sono fatto male e adesso…?

ahia mi sono fatto male e adesso…?

Questo articolo non vuole dare molte risposte ma alcune riflessioni.

ahia mi sono fatto male e adesso…?Negli ultimi anni il mondo della canoa è cambiato molto. Dallo slalom al whSchermata 2015-09-07 alle 12.38.37ite water. La tecnica si è evoluta come si è evoluto il materiale. Quello che 10 anni fa era impossibile oggi è possibile. Ma non solo, il numero  DSC05833di canoisti che navigano rapide molto complesse è aumentato notevolmente. Di conseguenza il rischio e gli incidenti sono cresciuti. Il soccorso, tema poco trattato e conosciuto, non ha purtroppo avuto la stessa crescita ed evoluzione. I canoisti come le guide rafting, si possono trovare ad affrontare emergenze. Si chiama il 118 e si fa possibile con le conoscenze che si hanno. Purtroppo spesso le conoscenze  sono troppo poche. Questo è un problema, perché non si può chiedere a soccorritori di rischiare la loro pelle per un tipo di intervento rischioso e altamente pericoloso, che esula dall’attività normale del soccorritore.

DSC05833Noi abbiamo scelto di infilarci in una gola stretta e pericolosa, abbiamo scelto di fare una cascata di 20 metri, purtroppo ci siamo rotti la schiena. Sapere come estrarre un canoista dalla canoa non è per niente facile e chiedere ad un ragazzo del 118, informato e formato sugli incidenti stradali, di saperci tirare fuori da una canoa senza recarci danno è semplicemente pericoloso per noi e non moralmente giusto dare una responsabilità così ad un ragazzo che con tutto il suo sapere poco sa di kayak, cascate etc..

Ecco quindi che dovrebbe essere un compito di chi va in canoa sapere cosa fare. Per fare un salto in canoa non ci vuole poi molto, ma sapere cosa fare se qualcosa va male, beh lì possiamo fare la differenza tra avere un amico sulla sedia a rotelle per tutta la vita oppure fare tutto giusto per evitare questo incidente. DSC05835

A me è capitato di fare una cascata e rompermi delle vertebre. Chiamato il 118 e nessuno sapeva bene come ero seduto e cosa realmente potevano fare per aiutarmi. Non è colpa loro, quando ti assumi un rischio ti assumi anche le conseguenze. In quel momento, non sapendo cosa fare, gli ho detto cosa fare e siccome la schiena era la mia preferivo non delegare la responsabilità ad altri delle mie scelte. Mi è andata bene. Ma avrebbe potuto anche avere un altro finale.

Fare una rapida difficile, nuotare ed incastrasi con un piede e sperare che i soccorritori arrivino il più in fretta possibile, che sappiano fare tutto fatto bene, che siano bravissimi a nuotare per raggiungermi, che abbiano quelle conoscenze che solo un professionista che vive l’acqua tutti i giorni ha, che mi salvino la vita … beh è molto molto raro. Inoltre, per provare sicuramente ad intervenire  si assumeranno un rischio elevato, troppo elevato. E alla fine ci arrabbiamo pure perché i soccorritori non erano abbastanza bravi. Ma non ci arrabbiamo con i nostri amici che non sapevano assolutamente cosa fare, sia per prevenire l’incidente, sia durante l’intervento.

DSC05832In realtà dovrebbero essere i nostri colleghi canoisti a tirarci fuori, a sapere come estrarre una persona dalla canoa, a saper bloccare una spalla con quello che si ha, senza peggiorare la situazione e senza mettere a repentaglio la vita di soccorritori che hanno la sfortuna di essere di turno in quel momento. Un conto è un incidente stradale, un conto è raggiungere una gola con sifoni, nicchie, essere tempo dipendenti, avere zero preparazione zero esperienza e sperare che siano la soluzione.

Estrarre un canoista dalla canoa non è per niente cosa semplice. In kayak siamo molto compressi, lo schienalino è facile da mollare e da riuscire a smontare, il punta piedi è sicuramente cosa utile per far uscire le ginocchia dal premi cosce.

Come estrarre un kayaker, sapere come  bloccare il collo è importantissimo, come posizionarsi per evitare ulteriori danni alla colonna. Come utilizzare corde, marsupi giacche paraspurzzi per bloccare, trasportare etc.. sono elementi fondamentali.

Ecco perché la Scuola di Formazione Rescue Project assieme ad altri professionisti, da 3 anni sta lavorando per elaborare linee guida riconosciute con prove e studi scientifici. Fare un corso di emergenza in ambienti ostili specializzato al fiume e alle tipologie di soccorso che si possono purtroppo trovare ad affrontare deve diventare uno dei focus per chi vuole operare in fiume.

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Speriamo che prima o poi i professionisti e gli appassionati del mondo fluviale comprendano l’importanza del soccorso e del trattamento del trauma. L’incidente è qualcosa che una persona in fiume deve metter in conto.

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