Aiuto sono in fiume chiama il 118!!

Aiuto sono in fiume chiama il 118!!

Purtroppo può capitare di dover chiamare aiuto, in una situazione lavorativa o di svago, mentre si è in fiume o passeggiando per il centro.

Fare una buona chiamata al 118 è di fondamentale importanza. Possiamo essere in grado di tirare fuori una persona dal fiume in maniera rapida e saper fare un massaggio cardiaco, ma se poi i tempi del soccorso organizzato e dei sanitari sono troppo lunghi, tutto
quello che abbiamo fatto sarà stato vano. Riuscire a dare delle informazioni il più precise possibile al personale nella Centrale operativa, è essenziale e noi sia per dovere professionale che per dovere civico, dobbiamo saperlo fare nel modo corretto.

Schermata 2015-07-01 alle 14.21.56Spesso noi canoisti o guide ci troviamo a lavorare in fiumi poco agevoli e sopratutto in luoghi dove non sempre le squadre di soccorso riescono a raggiungerci. Inoltre il canoista, come la guida, individua delle location in fiume grazie a dei nomi, come per esempio “la rapida del sasso”, il “contro roccia”, la rapida “S”, il “trono” etc… tutte informazioni potenzialmente utili per i fluviali, ma che sono di zero utilità per i sanitari. L’acqua, il freddo possono ridurre notevolmente la batteria del cellulare ecco che quindi che saper dare le informazioni secondo una priorità giusta in una chiamata al 118, è molto importante: nel caso cadesse la linea, i sanitari potrebbero iniziare ad avviare la macchina del soccorso facendo partire le ricerche anche alle primissime informazioni fornite. trentino_heli

COSE A CUI DARE PRIORITA’:

1. Dove ci troviamo. Per fare questo l’ideale è avere un cellulare con GPS, così da poter fornire le coordinate. Ad esempio sugli I-Phone, nella sezione bussola, vengono anche trasmesse le coordinate. Oppure conoscere le località nei pressi del fiume che si va a navigare, dando le informazioni basilari, “vicino alla strada” “nel paese di….”  “al km ….”. Spesso nelle zone dove il cellulare prende poco o niente, potreste parlare con centrali territorialmente diverse rispetto a dove vi trovate. Specificate sempre dove siete. Date subito il vostro numero di telefono cosicché nel caso dovesse cadere la linea, gli operatori potrebbero provare a richiamarvi e rintracciarvi. Nel caso foste da soli e doveste svolgere anche il massaggio cardiaco, vi consiglio di avere un telefono con vivavoce così da avere le mani libere e poter nel frattempo eventualmente comunicare.

2. Cosa è successo, ambito di intervento. Acqua, montagna, e a che ora

3. Quante persone coinvolte e situazione dei feriti

4. Altitudine meteo, come i soccorsi possono raggiungervi. La tipologia di soccorso cambia notevolmente se si è in un fiume con la strada che percorre vicina, con un campo da calcio, piuttosto che in una gola stretta, senza strade vicine e alle 7 di sera.

Schermata 2015-07-01 alle 14.22.245. Informazioni generali di chi chiama

6. dare più informazioni possibili in merito ai feriti.

  • la persona è cosciente (risponde se la si chiama e la si tocca?);
  • la persona coinvolta respira?
  • perde sangue (se si da dove)?
  • In che posizione si trova il soggetto: (se seduto, se disteso supino, se disteso prono, se appeso, se semi sepolto dalla neve, se è ancora incastrato in fiume, se è su una riva irraggiungibile etc..)

Per queste valutazioni c’è una scala con dei punteggi per ogni punto. La cosa più importante è almeno capire dove l’infortunato è rispetto alla scala.

A.V.P.U. è un acronimo le cui lettere stanno a significare AlertVerbalPainUnresponsive.

  • Alert (vigile): in questa fase il paziente è sveglio e cosciente. Questo stato viene valutato positivamente se il paziente riesce a rispondere in maniera chiara a semplici domande quali “Cosa è successo?” o “Come si chiama?“.
  • Verbal (verbale): in questa fase il paziente risponde agli stimoli verbali attraverso gli occhi, la voce (o bisbigli) o atti motori, ma risulta confuso o assopito.
  • Pain (dolore): in questa fase il paziente non risponde agli stimoli verbali ma soltanto agli stimoli dolorosi che in genere vengono indotti con piccoli colpi delle dita sopra l’arcata sopraccigliare, al centro della fronte.
  • Unresponsive (senza risposta): in questa fase il paziente non risponde né agli stimoli verbali né a quelli dolorosi e risulta quindi completamente incosciente.

Rafting con Trentino WILD in Val di Sole216. Non aver paura di richiamare il 118 se le cose stanno cambiando velocemente. Ad esempio un ragazzo fa un bagno lungo, il gruppo di canoisti o rafter lo tira fuori velocemente. Il ragazzo infortunato si lamenta ma è vigile e sta bene ha solo fatto un brutto bagno, comunque per precauzione chiamiamo il 118 comunicando tutto e cosa è successo. Probabilmente l’operatore in centrale attribuirà un codice Verde, ovvero non in pericolo di vita.
Dopo 10 minuti il ragazzo infortunato inizia a non stare bene, a perde conoscenza non risponde più. Ecco che è necessario richiamare il 118 e informali su cosa sta accadendo. Tempestivamente.

L’operatore in Centrale potrebbe decidere di far decollare l’elisoccorso. Normalmente quando si parla di ambienti impervi come il fiume, ove possibile, l’elicottero  viene a prestare soccorso se può volare.

Per i canoisti coinvolti nell’incidente è opportuno capire dove l’elicottero potrebbe atterrare e avere cura di togliere canoe, giacche etc… nella zona di atterraggio. Comunicare anche se ci sono cavi elettrici, linee telefoniche, cavi dei campi slalom etc…è tutto di supporto a chi sta correndo per salvare la vita al nostro compagno.

Nel caso voi non siate in grado di dare la vostra giusta posizione, potreste anche essere messi in contatto con l’equipaggio di volo che vi farà alcune domande:

1. senti il rumore dell’elicottero?

2. mi vedi? Qui voi potreste anche dire dove vi trovate. Come? il muso dell’elicottero segna sempre le ore 12. Voi dovreste dirgli dove vi trovate rispetto ad un orologio analogico, come rappresentato dall’immagine sotto.

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3. una volta che l’elicottero si sta avvicinando mettersi in posizione di chiamata ovvero a Y (YES) se si ha bisogno di aiuto oppure in posizione di No se non siamo noi i destinatari del soccorso.

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Mettersi sempre con il vento che arriva alle nostre spalle. Non importa dove l’elicottero arriverà, sarà però importante che il pilota, non avendo la manica a vento come in eliporto possa capire velocemente da che parte il vento tira.

Diciamo che un elicottero per atterrare ha bisogno di una zona di almeno 25 m X 30 m.

Se per caso non vi foste ricordati di dire che ci sono cavi etc.. quello che dovete fare è dalla posizione di Y mettervi le mani al collo (indica strozzo ostacolo pericolo) e poi nuovamente le braccia a Y. Questo segnale deve essere ripetuto più volte fino quando il pilota vedendovi comprende il pericolo.

Una volta che l’elicottero sarà in fase di atterraggio voi dovrete stare assolutamente fermi, in ginocchio o in piedi. Non vi dovrete  muovere fino a quando l’elicottero sarà a terra e il pilota vi avrà detto cosa fare. In fase di atterraggio infatti sarete solo voi il suo riferimento. Spostarsi – o per paura o per negligenza – metterebbe e forte rischio la fase di atterraggio.

Mai avvicinarsi elicottero e se dovete farlo, avvicinarsi sempre dal davanti. Non superare mai il portellone di carico verso la coda.

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Oltre alla manovra sopra descritta nel caso l’elicottero non potesse atterrare potrà utilizzare il verricello.

Ma questo è solo un tipo di soccorso, molte volte può arrivare l’ambulanza o i tecnici del soccorso alpino a prestare il soccorso sanitario. Il fiume è un ambiente ostile e pericoloso.

Conoscere dove ci si trova, se il telefono ha ricezione e conoscere le informazioni base di BLS-D sono di fondamentale importanza.

Saper fare una buona chiamata ma poi non saper fare un massaggio cardiaco può essere inutile. Ricordo che il BLS qualora dovessimo trattare una situazione di persona annegata.

Ricordatevi inoltre che l’eliosoccorso può avere a bordo dei vigili preparati per il soccorso fluviale, ma potrebbe anche non capitare. Oppure può’ disporre di personale privo di adeguata formazione per operare su fiumi di 5°, dove i canoisti si trovano spesso a navigare. Quindi cercate di prevenire situazioni pericolose sia per voi che per gli operatori del soccorso.

Come sempre informarsi, formarsi e conoscere, fa la differenza.

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