Informazioni non del tutto vere.

Alcune informazioni sul soccorso non del tutto vere
Nessun testo alternativo automatico disponibile.Questa estate ho svolto un corso di soccorso per canoisti alcuni di loro mi dicevano che ad un aggiornamento vario un istruttore aveva detto che non si poteva usare il kayak per effettuare un massaggio cardiaco. Vorrei sapere sulla base di cosa viene detta una cosa del genere.

Questa affermazione non è vera. Il kayak è un ottimo strumento soprattuto su rive con grandi sassi dove è molto difficile adagiare la persona in maniera corretta.
Abbiamo fatto delle prove con i classici manichini computerizzati. Gli unici in grado di rilevare la qualità del massaggio e delle insufflazioni.
Non solo il massaggio cardiaco è possibile ma si è visto che assumendo la tecnica corretta e utilizzando alcuni trucchi il massaggio può durare per più tempo di quando si massaggia a terra. E’ vero che non si dovrebbe massaggiare per più di 4 minuti. Però nella situazione di essere solo in 2…. il detto “piuttosto di niente è meglio piuttosto”
La verità è che molto spesso si frequentano corsi di BLS-D in una stanza. E’ ottimo per chi si deve preparare a soccorrere un famigliare in casa, un incidente stradale. Insomma dove le variabili sono tante ma anche calcolabili.
Diverso è se devi fare un soccorso ad un canoista su riva difficili inclinate, scivolose con le mani fredde.

Altra informazione non corretta.
Se si fa il massaggio posso lasciare la parte posteriore del salvagente alla vittima? No, si è visto che il salvagente ha un effetto di materassino e quindi va a discapito del massaggio.

Lussazione della spalla.
Se si lussa la spalla un mio compagno può provare a rimetterla al suo posto.
Da non fare mai, e poi mai. L’unico che lo può fare era Mel Gibson in arma letale. (ma era un film)
Da non fare. E’ necessario immobilizzare l’arto muovendolo il meno possibile e lasciando che l’infortunato trovi la posizione meno dolorosa. Una volta fatto questa si immobilizza. Ci sono varie tecniche con corda da lancio, marsupio, paraspruzzi e poi si va in ospedale. Li faranno tutto il loro iter radiografia, verranno somministrati miorilassanti etc.. il medico ortopedico rimetterà la spalla in posizione corretta e si rifarà nuovamente radiografia.
Se provate a farlo sulla riva del fiume rischiate di lacerare tenditi arterie insomma si rischia di rovinare una persona. Quindi da non fare mai, nemmeno se vi dice che la sua spalla esce ed entra con facilità.

Posso usare le pagaie per fare una barella?
Si puoi usare anche dei rami, dei salvagenti etc,, Ma la domanda è perchè? Dove devi andare? Se c’è un possible trauma è meglio tenere la persona il più ferma possibile sulla riva e chiamare i soccorsi.

Se l’acqua è bassa non esiste incastro da piede!
E’ proprio dove l’acqua è bassa che succede. Con profondità di 10 metri incastri da piede non se ne fanno.

Sulle cascate c’è il rischio di avere dei traumi per impatto sull’acqua. E’ vero ma non solo il trauma per errato angolo di incidenza ma anche per colpo di frusta. Facendo leva sullo schienale o sul bordo del pozzetto.

Più do colpi con la pagaia più si è veloci?
Non è vero è la qualità del gesto quanta acqua si alza ad ogni colpo, la sensibilità a sentire dove si mette la pala. Quindi sono molti i fattori da tenere in considerazione. Non è sempre mero che muovendo più veloce la pagaia si ha il risultato di avere un aumento di velocità della canoa.

Per entrare in morta si devono fare gli agganci!
Anche questa affermazione errata. Dipende non solo come ti vuoi fermare in morta ma come vuoi uscire dalla morta.
Con i nuovi kayak così corti non sempre è necessario effettuare un aggancio. Anzi la bravura sta proprio nell’entrare in morta cercando di non perdere velocità e far girare il kayak quando si vuole e non quando la canoa vuole.
Un’entrata in morta è data da angolo di incidenza, velocità anticipo. In relazione a queste cose si potrà effettuare i colpi più idonei.

L’eskimo all’indietro rischia di far lussare la spalla!
Questa affermazione ha un fondo di verità. Ma è una tecnica sbagliata e una posizione del corpo sbagliato che porta alla lussazione. Se si sa fare bene ‘eskimo all’indietro la spalla è chiusa quindi non ci sono pericoli.

In canoa più ho un’impostazione stretta più sento il kayak.
Non è uno scarpone da sci. La tecnica della canoa richiede di riuscire a muoversi all’interno del kayak per poter sfruttare al 100% tutta la catena del movimento.
Tra l’altro avere un’impostazione troppo stretta con il tempo reca problemi alla schiena.

Non si entra in acqua dopo mangiato! Bisogna aspettare 3 ore.
Alessio Baghin uno dei nostri responsabili sanitario prossimamente spiegherà perché è un concetto sbagliato.

Questi sono solo alcuni esempi ma ce ne sono molto altri.
Per questo motivo credo che un buon professionista debba avere le competenze necessarie per poter ragionare con la propria testa. L’esperienza però non basta. Spesso l’esperienza senza continua formazione crea solo più chiusura mentale.
I formatori dovrebbero a loro volta studiare non solo le tecniche ma devono essere in grado di spiegare il perchè delle cose con delle prove. Dietro a tutto questo c’è esperienza e tanto lavoro.

Se poi si eseguono programmi formativi seri da docenti preparati credo che il rischio di avere informazioni non esatte diminuirebbe di molto.

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