Andiamo in canoa tutti assieme? TRA AMICI!!! No grazie.

Andiamo in canoa tutti assieme? TRA AMICI!!! No grazie.

Andiamo in canoa tutti assieme? Perché no!!!

  Rafting in Trentino e in Val di Sole117   Se tutto va bene allora la discesa in canoa finisce con una birra e due risate. Ma se qualcosa va storto qualcuno potrebbe anche decidere di denunciare qualche compagno di discesa, perché si è fatto male etc..

Andare in canoa tra amici, sicuramente è divertente, ma a tutti sarà capitato di dire: “Quel ragazzo si butta giù ovunque, quello naviga rapide più difficili delle sue reali capacità”.

Oppure ci si trova a monte di una rapida abbastanza difficile e ci sono 4 tipologie di canoisti:

1 quelli che ti dicono: “Vai tranquillo!!! ” Anche se sanno che potresti uscire violentato dalla rapida. Allora il canoista meno bravo si affida al giudizio di quello più esperto, anche se sbagliato.

2 il tipo di accompagnatore che ti dice: “Quella rapida è troppo difficile per te”. E l’accompagnato pensa: io sono in grado di farla. Però se mi dicono di non navigarla non la navigosoccorso-fluviale-kayakDSC06703_tn

3 L’accompagnatore spiega pericoli della rapida, sconsiglia a tutti i canoisti senza un ottimo livello di percorrerla. Però i canoisti decidono di navigarla facendosi male.

4 un grupo di canoisti con pari esperienza e capacità ognuno per sé, Dio per tutti.

Quando si organizza un’uscita in canoa tra amici, e non tra professionisti del settore si parla di Accompagnamento per amicizia.

Qui in caso di incidente, si parlerà di:

1.L’accompagnato si affida all’accompagnatore

2.L’accompagnato non si affida all’accompagnatore

Rafting in Trentino e in Val di Sole95L’opzione 1 si ha quando nel gruppo di kayakers ci sono persone più esperte, magari quelle che hanno deciso quale fiume percorrere, come scenderlo, hanno disposto le sicurezze. Insomma in tutto e per tutto sono, anche se in maniera informale i responsabili del gruppo. In questo caso se uno del gruppo dovesse farsi male, in sede di giudizio si andrà a constatare se il responsabile o comunque la persona con più esperienza ha delle responsabilità civili. Si è comportato come “buon padre di famiglia” non c’è stata imperizia, imprudenza, negligenza. Sarà però, come sempre accade nel Civile, compito di chi si è fatto male ovvero dell’accompagnato, dimostrare che il responsabile del gruppo ha sbagliato, dimostrando anche le maggiori competenze della guida.

Devo però precisare che molto spesso la tendenza è quella di farsi fare un certificato medico. In questo caso può partire la causa nel penale. Questa situazione è un problema per alcuni motivi:

– nel penale, è chi viene accusato che deve dimostrare di aver fatto tutto fatto bene.
– se non si riuscisse a dimostrare di essere stato ” un buon padre di famiglia” una volta perso nel penale ci sarà anche la causa civile. Con già una sentenza a sfavore sarà tutto in salita.

L’esperienza che io ho avuto è stata: andiamo nel penale per poi andare nel civile. E CHIEDERE SOLDI.

Caso 2

Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project13Non affidamento dell’ accompagnato all’accompagnatore.

Questo avviene quando nel gruppo tutti hanno lo stesso livello e nessuno è responsabile dell’altro.

Dobbiamo però far notare come la differenza tra capacità più risultare penalizzante in sede di giudizio. Ovvero più un canoista è esperto ed ha competenze e titoli, più sarà responsabile del gruppo. Verrà valutato non solo l’incidente, ma anche l’itinerario, se il fiume aveva un livello d’acqua giusto, temperatura, vestiario, sicurezza in acqua etc. etc… ma sopratutto se il livello del gruppo era adeguato per quel fiume.

Il canoista o la persona più esperta dovrà risarcire il danno se verrà dimostrata una colpa. Ovvero l’accompagnatore non ha fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.
errata valutazione, capacità dei compagni, competenze adeguate per fare soccorso, attrezzatura idonea.  etc..

DSC02923Diverso è se l’accompagnatore dimostra di aver fatto tutto fatto bene, di aver sconsigliato la navigazione di quella rapida o di quel tratto. Se il canoista poco esperto decide di commettere un’evidente imprudenza nonostante l’accompagnatore avesse sconsigliato di navigarla, allora non ci sarà colpa.

Però bisognerà dimostrare questo con o video, o testimonianze di altri che confermino quanto sostenuto.

Quindi fare una discesa tra amici è sicuramente divertente e bello. Però prendere sotto gamba delle responsabilità può essere pericoloso. Portare in fiume amici non sempre è facile. Perché se consigli di non navigare la rapida, si fa la figura del rompi scatole se si dice di fare a e poi si fa male, sei stato tu a consigliarli di provare la rapida.

Quello che posso dire è che quasi sempre esiste nel gruppo chi è più bravo e chi è più competente. In questo caso è importante che l’accompagnatore dimostri di aver fatto tutto il possibile, sia in termini di valutazioni che di soccorso.

soccorso-fluviale-kayakDSC06979_tnMa come è possibile dimostrare di aver fatto una corretta valutazione e un corretto soccorso se non si ha un titolo che dimostri di essere a conoscenza delle tecniche di soccorso e di come valutare i pericoli.

In Italia la colpa a qualcuno va sempre data. Ecco quindi che i canoisti dovrebbero essere informati e formati sui rischi, dovrebbero conoscere i pericoli e in sede di giudizio dovrebbero dimostrare di essere in possesso di corsi per l’autosoccorso e soccorso. Così da poter dimostrare di essere competenti in quello che si è fatto e nelle valutazioni. Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project69

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