Chi ha detto che a Natale si è tutti più buoni??Sicurezza nelle gare IO DICO NO ALL’IPOCRISIA

Chi ha detto che a Natale si è tutti più buoni??Sicurezza nelle gare IO DICO NO ALL’IPOCRISIA

Questo articolo vuole essere solo una considerazione con alcune domande per le quali non ho risposte. L’ho scritto molto tempo fa, ma non l’ho mai pubblicato. Però molti mi chiedono di dire qualcosa per provare a cambiare. Non è che dicendo qualcosa ho la presunzione che qualcosa cambi, anzi credo solo che le cose rimarranno così, quindi dico: “Lasciate ogni speranza voi che mi mandate messaggi e foto”. Posso scrivere qualcosa più per onor del vero e per riflessione … e perché tanto già me ne dicono di tutti i colori … una in più o una in meno cambia poco.

Spesso mi scrivono e mi dicono che in quella gara c’era poca sicurezza o chi stava facendo sicurezza non era realmente preparato. O che qualche azienda seria ha perso un appalto per l’affidamento di un servizio di formazione. Ricevo foto che eviterò di pubblicare, perchè non vorrei danneggiare nessuno, non è il mio scopo. Cercherò di non dare giudizi personali, mantenendo un livello il più oggettivo, per quanto ovviamente possibile; risultato di confronti e momenti di condivisione.

Diciamo che una gara di canoa deve rispettare dei parametri. Ad esempio: posso fare una gara sul 6 grado? Posso fare una gara senza imbarcazioni certificate?

Questi sono solo alcuni concetti, ma prima delle facili polemiche ho delle domande.

Che competenze deve avere una persona per decidere come e dove mettere la sicurezza?
Che credenziali deve avere il responsabile della gara?
I soccorritori sono stati informati e formati come la legge prescrive?
Che formazione devono avere?
Che competenze deve avere il soccorritore?
La società organizzatrice ha fatto tutto in suo potere per garantire la sicurezza degli atleti?
Chi ha il potere di decidere, ha le competenze per capire che personale mettere?
Assicurazione, responsabile della sicurezza, informazione e formazione dei soccorritori per quella specifica gara, informazione degli atleti, piano di emergenza, DPI etc.. etc…tutto predisposto?
Chi lavora in acqua ha materiale a norma? Ha il DPI che la legge prevede per il lavoro in acqua?
Se le gare si tengono in un campo gara molto difficile, che competenze devono avere i preposti alla sicurezza? Possono mettere canoe in acqua o raft? E se si che competenze a abilitazioni devono avere?

Le risposte che molto spesso sento dare a tutte queste domande si possono riassumere in “Ma si… tanto cosa vuoi che succeda. Se stai a guardare tutto…”
Quello che spesso rilevo è personale poco o niente preparato. Spesso si predispongono delle persone in acqua non per fare Sicurezza ma perché “bisogna metterci qualcuno” e quindi non importa chi o come è vestito basta che ci sia qualcuno che si dice che farà la sicurezza.
Se non si ha qualche amico o collega, si chiama qualche gruppo e nemmeno importa se sono bravi oppure no, anzi se possibile si delega la responsabilità a qualcun altro.

La sicurezza (questo è un mio parere personale) deve essere al primo posto, perché gli atleti devono essere al primo posto sotto l’aspetto della sicurezza e anche i soccorritori devono essere messi in sicurezza. Non si tratta di fare polemica, le foto ed i video che arrivano nella mia casella mail sono lampanti… ci vengono mandati per denunciare un qualcosa di sbagliato, che nessuno però dice ad alta voce. Come, per esempio,  l’incidente avvenuto in una gara, in cui è stata un’alteta a buttarsi in acqua e salvare la ragazza perchè i soccorritori non stavano facendo niente di sensato. O in una gara di alto corso dove gli atleti sapevano benissimo che i soccorritori non sarebbero serviti in caso di incidente.

Perché bisogna aspettare che succeda qualcosa perché le cose cambino?

Arriviamoci prima che succeda l’incidente o addirittura esiti peggiori, a capire che dobbiamo essere seri. Andiamo a fare sicurezza se davvero siamo capaci, altrimenti stiamo a casa nostra e facciamo altro. Ogni fiume è diverso, una persona che sa fare sicurezza sul secondo grado non è detto che lo sappia fare automaticamente sul 4°.

Non voglio attaccare i buoni propositi e la buona volontà, ma cerchiamo di capire che le nostre buone intenzioni spesso non bastano. Se invece siamo persone che in acqua ci stanno, ma ci avviciniamo in pantaloncini corti per fare sicurezza,  dico solo che il primo passo per essere un professionista è la serietà, che parte dalle “piccole-grandi” cose ed attenzioni

Ci lamentiamo di questo Paese, ci lamentiamo che non c’è lavoro, che non c’è serietà…

Probabilmente i dirigenti, i presidenti, hanno un lavoro, sono muratori, camionisti, meccanici, programmatori, scrittori,medici  e così via… come nella maggior parte delle persone, c’è il proprio lavoro (ad oggi c’è anche chi ne ha più di uno) dal quale trarre remunerazione e poi il resto della vita, che si può esprimere nel volontariato, negli hobby, nelle varie forme del tempo libero. Così anche nel mondo del soccorso, c’è chi fa questo per mestiere, che ha deciso di professionalizzarsi in questo, con formazione, investimenti personali. E talvolta il nocciolo del discorso è questo.

Cosa ne pensate del fatto che i professionisti si fanno pagare non solo per il lavoro, ma perchè pagano il 45% di tasse come azienda e nessuno li finanza, se non grazie al loro stesso lavoro? E si trovano a “concorrere” con realtà che non lo fanno come lavoro, si fanno pagare poco o tanto è tutto discutibile, ma andando a fare un LAVORO per il quale loro non dovrebbero utilizzare la loro formazione e le loro attrezzature comprate per altri scopi.E’ come se una medico  aprisse un’officina auto e la domenica lavorasse come meccanico gratis solo perché gli piace…

Ma questo è un altro discorso dove nessuno critica perchè alla fine con il sedere degli altri sono tutti più generosi. Sopratutto se si può risparmiare.

Ma i professionisti per risparmiare possono evitare di formarsi? Possono non avere materiale idoneo? Assolutamente no. Il professionista è chi lavora tutti i giorni in quel settore, sbagliando e crescendo.

La concorrenza esiste, è giusto che sia così, ma ognuna di queste aziende  lavora grazie alle sue forze, pagando tasse, creando lavoro e dovendo essere sempre più preparata e professionale, non solo per rimanere nel mercato, ma per poter finanziarsi e sostenersi con attrezzature, mute, gommoni, moto d’acqua ecc… che vanno toccare ben bene il portafoglio. E spesso quando in una gara  il professionista chiede 100 € al giorno (che è pochissimo) la risposta è che è troppo! Quale “professionista”si assume la responsabilità, e può permettersi di guadagnare solo 30,00 € al giorno? di certo una persona che non ha spese e che fa un altro lavoro per vivere, una persona alla quale se si rompe qualcosa non se la deve pagare. Converrete con me che in una ipotetica trasferta, con 30€ non si rientra nemmeno del costo della benzina. Quindi tanto meno della formazione personale, dell’esperienza di 300 giorni in acqua ogni anno per anni, o banalmente della giornata di sopralluogo per valutare il campo e predisporre quindi anche i documenti necessari per fare tutto in regola. Apparentemente dettagli, ma quando poi succede qualcosa a vostro figlio pregherete per avere un Vero professionista in acqua.

Quello che voglio dire è questo: concordo in pieno sulla libertà di poter scegliere di fare il proprio lavoro gratis, perchè piace, perchè c’è passione, perchè ci si crede! Ma personalmente non condivido molto (parere personale) l’andare a fare un lavoro non primario,  per lo più senza adeguata formazione. Facendo così si distruggono dei lavori e delle professionalità.

Sarebbe bello che qualcuno iniziasse a dire “IO NON CI STO”. Pretendendo serietà e professionalità da parte di tutti. Ti mettono a fare sicurezza in una gara per la quale non hai formazione? Sarebbe onesto dire: “Non ci sto”.

E questo non accade solo nelle gare, accade negli appalti di lavoro, dove viene richiesta sicurezza. Un’azienda che si occupa di questo deve rispettare normative, legge 81, assicurazioni etc.. informazione e formazione. Deve mettere in campo energie e risorse per competere non solo con aziende di pari livello, che avendo le stesse spese hanno un costo più o meno uguale, ma anche con realtà dove il soccorso c’entra poco.

Sono consapevole che con questo articolo potrei sollevare dissapori, pazienza bisogna avere anche il coraggio di dire IO NON CI STO. A discapito di ipocrisia, la professionalità passa anche nel dire le cose chiare. E se qualcuno vuole contraddire è il benvenuto, ma  venga a farlo in acqua con la muta e il salvagente. E se sarà più bravo io sono disposto a scrivere un articolo di scuse, mettendo in discussione la mia azienda.

 

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