Come leggere una rapida cosa devo sapere, quale linea fare.

Come leggere una rapida cosa devo sapere, quale linea fare.

Questo articolo vuole dare degli spunti per capire meglio come affrontare una rapida, quale linea scegliere e perché. Come leggere una rapida cosa devo sapere, quale linea fare?

rescue-project pulito

Schermata 2015-09-07 alle 12.38.37Molte volte ci si trova a dover navigare alcune rapide, guardandole ci si potrebbe chiedere: Che linea faccio??

Spesso nelle rapide difficili si cercano le vie più facili evitando i grossi buchi e i percoli come sifoni o altro. Ma questo è normale. Il problema è quando si deve fare un passaggio e non si riesce a capire bene qual’è la strada più sicura o dove possono essere i reali pericoli e quelli che ci invece ci spaventano ma in realtà non sono poi così cattivi.

1 non sempre la linea più facile è quella consigliata. Spesso a livello psicologico si va a cercare subito la linea più sicura. Ma spesso è un errore. La linea che visivamente sempre più facile potrebbe poi rivelarsi quella tecnicamente più complessa. Ad esempio: se devo scegliere se fare una linea molto difficile tutto a sinistra devo riflettere anche che se mi succede qualcosa posso velocemente uscire, spesso è più consigliato che decidere di  fare una linea più facile ma che non ti da la possibilità di uscire dall’acqua, in caso di imprevisto e non si può prestare assistenza agli altri.

Rafting con Trentino WILD in Val di Sole112 Seguire l’acqua può aiutare. Cercate quando siete a monte di una rapida di vedere dove l’acqua spinge e corre. Combattere e provare ad andare contro il flusso oltre a stancarvi potrebbe non essere la soluzione migliore. Inoltre dove l’acqua scorre negli anni avrà creato una buona linea d’acqua.

3 Non sempre le morte sono zone sicure. Sopratutto in acqua grossa. Essere in una morta con pentoloni d’acqua che tirano sul fondo del fiume non è cosa sana e giusta.

4 decidere i compagni di discesa. Non vado mai a fare cose difficili con canoisti scarsi,

(DEFINIAMO SCARSI): senza autovalutazione e che non sanno niente o poco di soccorso. Puoi essere un bravissimo kayaker ma sempre scarso sarai. Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project69

Non scendo con:

  • Chi si presenta in pantoloncini corti e/o a piedi nudi.
  • Con chi ha un vestiari poco adatto per aiutarmi nel caso dovesse stare in acqua per 10 minuti.
  • Non scendo con chi non sa cosa vuol dire fare sicurezza e soccorso, lo si vede subito da come porta il PFD e come si presenta.
  • Con chi ha un salvagente senza la dotazione necessaria, o vecchio di 10 anni.
  • Con chi non sa cosa vuol dire tagliare una corda o non ha il coltello.
  • Non scendo con chi pensa di essere bravo e in realtà è pericoloso.
  • Evito sciocchi, pazzi, e canoisti troppo convinti di sapere senza sapere.
  • Se uno non sa cosa vuol dire fare un massaggio cardiaco e non sa quali sono le linee guida del trattamento per l’annegato. Rafting in Trentino e in Val di Sole95

Insomma vado in canoa con chi mi può aiutare, se non mi possono aiutare allora vado da solo che almeno non ho gente a cui stare dietro.

  • Vado in canoa con:
  • canoisti poco forti in canoa ma che sanno fino a dove possono arrivare.
  • Vado con principianti che sanno nuotare e lanciare una corda.
  • Scendo con canoisti +/- forti che però non fanno i passaggi solo  per l’adrenalina ma perché amano il fiume a cui piace navigare e  non rotolare. Con sempre almeno 85% di probabilità di fare le cose fatte bene.
  • Scendo con chi sa cosa fare se mi succedesse qualcosa,
  • Scendo con chi è responsabile della sua vita e della mia.
  • Scendo con chi si sa autovalutare in tutto dalla navigazione alle competenze. 10403603_631650633612899_3744592493914989296_n
  • vado con chi sa cosa vuol dire avere un trip leader e capisce l’importanza di ascoltare e fare quello che si dice.
    E’ vero non ho molti compagni, ma mi va bene così.  

SCEGLIERE LA LINEA GIUSTA:                
Questi sono solo alcuni punti, personalmente utilizzo queste poche regole ma che negli anni mi hanno molto aiutato.

  • cercare sempre la linea più dritta evitare tutti i zig zag dove possibile.
  • seguire la corrente dove c’è tanta acqua bianca in realtà l’acqua corre meno, essendoci molta aria.
  • mi chiedo sempre quale  è la velocità necessaria per ogni passaggio
  • mi figuro in testa quanti colpi dare e dove darli
  • mi figuro anche se qualcosa dovesse andare storto, dove nuotare, dove sono le sicure e cosa devo fare. Se mollare la canoa se posso tenerla.
  • mi chiedo se rimango in un buco quanto posso combattere prima di stappare, non voglio trovarmi a nuotare con zero forze.soccorso fluviale
  • cerco il piano B ovvero se qualcosa va storto, se appena entro in acqua mi accorgo che la scelta di linea è sbagliata devo sapere dove andare.
  • quando osservo una rapida memorizzo i punti di riferimento e continuo a respirare bene. Mi concentro nel respiro.
  • lo scouting (osservazione della linea e del fiume) la faccio dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto.
  • Quando sto per tornare alla canoa continuo ad osservare i miei riferimenti girandomi ogni 10 metri. Non vorrei imbarcarmi e avendo una prospettiva diversa non trovare più la linea.
  • In rapide grosse di volume quando non riesco sempre ad avere i punti di riferimento sapere quanti colpi dare mi può aiutare a non uscire dalla linea.
  • Nei creek la velocità è essenziale per trasmettere alla canoa quello che vogliamo e spesso la velocità può farci sbagliare.
  • Nelle rapide difficili dove sono presenti ostacoli, cerco di usare molto i loro deflettori, cuscini e zone di acqua più lenta per navigare.DSC05515
  • La pagaiata, mi impongo di dare colpi lenti ed efficaci, cerco di non andare a dare mille colpi al minuto e cerco di usare tutto il corpo per assecondare buchi etc.. Provo a sentire l’acqua.
  • Metto la pala nei punti giusti, e se devo fare un boof lo faccio con la forza giusta senza esagerare, senza far ruotare la canoa. Un buon boof nasce anche dalla velocità a monte del salto e di come e dove si mette la pala in acqua. Vedo molta gente fare boof sbagliati, la barca non deve ruotare ma deve saltare in avanti.
  • Utilizzare la correnti e le onde per riuscire a navigare senza troppa fatica.
  • Se la rapida è molto lunga alcune volte cerco di dividerla in 2 pezzi. Se è molto difficile spesso opto per fare la rapida tutta in una volta.IMG_5014
  • Cerco di respirare durante la discesa e provo a non dar retta all’istinto di farmi pagare più velocemente o male.
  • Valuto i miei compagni se sono bravi soccorritori oppure no. Se non sanno cosa vuol dire lanciare una corda bene, se non sanno cosa bisogna fare in un incastro, non spingo troppo. ( in realtà raramente mi trovo in queste condizioni perché evito canoisti scarsi sul soccorso, visto che la vita da salvare è la mia, e se proprio devo scendere sarà su un fiume facile)
  • Se non è per lavoro non mi assumo mai la responsabilità di avere canoisti scarsi sotto il profilo sicurezza. Saper andare in canoa o avere compagni forti in canoa non mi serve a niente nel momento che sto annegando, voglio qualcuno che mi sappia tirare fuori e voglio qualcuno che mi aiuti a tirare fuori i miei compagni.
  • Se ho fatto una buona ricognizione del tratto, se ho pensato a tutto dalle cose giuste alle cose che possono andare storte, se ho respirato bene la rapida mentre la navigo mi sembra lenta e dolce.DSC05990
  • valuto dove mettere i soccorritori e penso se tiro il bagno qui dove recupero la barca, riesco a uscire? Ad esempio se mi trovo su un fiume lungo 15 giorni in un canyon impossibile da uscire cerco di non spingere troppo. Il rischio di trovarmi senza canoa è troppo alto. Schermata 2015-07-01 alle 14.21.03
  • Se mi trovo a navigare fiumi con molte rapide con 8-9 ore di navigazione, preferisco non esagerare. Lo stress lo reggo per un po’ poi verso la quarta ora la mia concentrazione se ne va e quindi in relazione alla stanchezza psico-fisica mia e dei mie compagni decido cosa fare
  • Mi porto sempre da bere un po’ di acqua, cellulare etc…
  • Se devo navigare una rapida pericolosa non solo per me ma anche per chi mi può venire a soccorrere ci penso molto molto bene. Non voglio metter in pericolo nessuno per un passaggio, per uno sport e per una mia scelta sbagliata.

images-24

Cosa molto importante. Vedo persone che fanno uno scouting di 20 minuti a rapida. A parere mio canoisti che fanno così sono canoisti che non stanno decidendo la linea, ma stanno pensando se farla oppure no. Un consiglio: se ci mettete più di 2 minuti per guardare una rapida probabilmente vi state chiedendo se vale la pena oppure no. Non ne vale mai la pena, quindi trasbordate. Io nella mia vita ho sempre saputo dopo 30 secondi se quella rapida l’avrei navigata oppure no. Forse ci impiegavo più di 2 minuti a osservare il passaggio ma mai più di 5 minuti. Quando ci mettevo di più alla fine per una scusa o per l’altra trasbordavo, ma la verità era che avevo deciso nei primi 3 secondi. Non aspettate di vedere gli altri fare il passaggio per poi decidere. La scelta deve essere vostra. Non pensate se le cose vanno bene, ma se vanno male dovete essere ok con la vostra coscienza. Se siete incerti pagaierete male, e andrete molto peggio in canoa di come ci andate quando siete rilassati.

Si decide se navigare una rapida se si hanno le capacità per quel passaggio.  Questo viene prima della scelta della linea. Se dovete fare un passaggio sperando che vi vada tutto bene, andate a piedi, perché tanto non vi divertireste, e se qualcosa dovesse andare storto probabilmente rischiereste di farvi male. Non c’è da vergognarsi se uno cammina, anzi io valuto sempre le persone non per come vanno in canoa, ma per come prendono le decisioni coscientemente e hanno rispetto di loro stessi e dei loro compagni.

Schermata 2015-08-19 alle 18.57.24Mi è capitato di vedere kayakers trasbordare tristi. Non tanto per non aver fatto una rapida ma per aver fatto la figura dei paurosi. Se vi sentite così o vi sbagliate o state andando in canoa con degli stupidi. Trasbordare è molto più coraggioso che fare una rapida male o  solo per far vedere agli altri quanto siete coraggiosi. In realtà se fate così siete  pessimi canoisti a qualsiasi livello, siete solo frustrati.

Ho avuto l’onore di andare in canoa con canoisti fortissimi, mai una volta hanno fatto un passaggio solo per dimostrare il loro valore. Mai una volta hanno fatto qualcosa sopra le loro capacità o che non fossero convinti di navigare bene. Mai una volta si sono vergognati di trasbordare.

IMG_0430

Gli incidenti accadono anche su fiumi facili, è uno sport meraviglioso con pericoli oggettivi importanti. Arriviamo preparati sotto tutti gli aspetti e prendiamo decisioni coscientemente. Lo sport della canoa non è solo la ricerca di adrenalina o far vedere su Facebook quanto siete fighi. Questo sport richiede rispetto per voi, per il fiume e per i compagni, e chi insegna deve essere ancora più preparato e responsabile.

SCUOLA NAZIONALE DI FORMAZIONE RESCUE PROJECT 

Per informazioni e prenotazioni

CONTATTACI!
Contattaci!
X