come migliorare in canoa.

Esercizi per migliorare la capacità di andare in kayak.

Schermata 2015-10-10 alle 19.35.46Questo articolo vuole essere un punto di partenza per chi sta incominciando questo meraviglioso sport o per chi si trova a quel punto in cui, migliorare risulta difficile e complesso. Non voglio scrivere pagine e pagine risultando noioso, ed alcune cose le tratterò in maniera superficiale, ma l’obbiettivo dell’articolo vuole essere altro. Se sentite il vostro corpo e sentite cosa l’acqua, la canoa e la pala, vi trasmettono, andare in canoa è più facile. Andare da un maestro di canoa, avendo già lavorato sulla sensibilità e propriocettività vi farà capire e apprendere meglio la giusta tecnica. Sapere imitare un comportamento giusto o sbagliato, necessita di un controllo corporeo importante. Ecco perché gli esercizi che vi consiglio non sono solo quelli corretti, ma dovrete “esagerare” questi comportamenti giusti così come quelli sbagliati. Solo così il vostro cervello imparerà a capire quali muscoli lavorano in un determinato esercizio e dove si trova il vostro corpo in un momento specifico. Impareremo non solo quando stiamo facendo la cosa giusta, ma dovremmo capirla da soli, e autocorreggerci se necessario.

Schermata 2015-10-10 alle 19.34.41Vi faccio un esempio: quando, in qualità di maestro di sci, insegno a sciare e voglio dimostrare una buona sciata, sò che  devo esagerare molto la rotazione del busto verso valle, per essere dimostrativo ( un movimento molto innaturale che mi deve portare ad avere male alla schiena sempre). Nel momento che non sento male vuol dire che la sciata non è buona. Uguale nello stare avanti. Il mio unico pensiero è concentrarmi sul calzino che tocchi lo scarpone frontalmente. Devo esagerare perchè le sensazioni che ho sono una cosa, ma la verità è che quando penso di avere il corpo ruotato giusto spesso è sbagliato. Devo esagerare, solo così avrò la certezza che sarà giusto. Per anni ho lavorato con maestri che mi dicevano gira un po’ di più ancora un po’, e io chiedevo sempre: va bene ora? poi un giorno un maestro mi ha detto prova a concentrarti su quello che senti non su quello che fai. Nel giro di 10 minuti ho risolto un problema di anni.

Sono un maestro di canoa e lavoro ormai da anni sulla sensibilità e sensazioni correte. Raramente vado a ricercare solo tecnica e perfezione. Perché spesso questo può rendere sordo a livello corporeo il mio allievo. Infatti credo che la tecnica si debba adattare al canoista, sia sotto l’aspetto fisico che mentale. Certo, ci deve essere una linea guida e bisogna codificare esercizi e finalità, ma questo non vuol dire che non possa essere fatto lavorando anche sulla propriocettività e armonia personale. Inoltre una persona che è alta 2 metri andrà diversamente da quella alta 150 cm. La forza, la sensibilità, la capacità psicologica sono altrettanto importanti. Teniamo poi presente che ci sono 2 macro aree. La giusta tecnica, che pochi riescono a fare perchè richiede anni e anni di allenamenti specifici. Anche i top kayaker quando navigano cose difficili sono essenziali/minimali. La tecnica non deve portare né ad esasperare i movimenti né a farne di più di quelli che servono. Infatti gli atleti a tutti i livelli cercano di concretizzare sempre di più il gesto. Vedi ad esempio nello sci, in cui ormai non esiste più il piegamento ma si parla di resistenza e non esiste più l’estensione. Si lavora sulla sicurezza del gesto e la sensazione. Difficile codificare tutto al 100 % in un ambiente come il fiume in cui la tecnica, a parere mio, deve essere al servizio del canoista e non il contrario.

Schermata 2015-10-10 alle 19.25.14In questo articolo vi darò degli spunti ma non delle risposte. Dovrete trovarle da soli, vi potrà fornire alcuni mezzi, ma starà a voi provare e capire.

Mi trovo ad insegnare canoa a ragazzi che svolgono esercizi perfetti, purtroppo in spazi, velocità e tempi sbagliati facendo risultare il gesto, un gesto inutile. Molte volte questo è dovuto al capire il perché di un gesto ed il motivo logico di una cosa piuttosto che dell’altra.
Ad esempio, a domande semplici come:

  • perché si gira la testa? A che velocità? Quale gambe usi?
  • Perché si fa l’aggancio? Qual’è il braccio dominante? Dove sono le zone di lavoro?
  • Perché si perde l’equilibrio?
  • Come fai a mantenere la barca veloce?
  • Qual’è la giusta velocità in acqua?
  • Etc… etc…????

Schermata 2015-10-10 alle 19.34.41Ecco quindi che oggi non vorrei parlare solo di tecnica ma di sensibilità. L’arte di saper andare in canoa è far risultare qualcosa di difficile una cosa estremamente facile e naturale. Il gesto tecnico perfetto è bello, ma deve essere supportato da equilibrio e sensibilità. Inoltre saper dare un colpo spinta è importante, ma saper fare tutto giusto prima e dopo lo è ancora di più.

Partiamo dalla base:

Come si impugna la pagaia. Il manico si dice che “deve essere preso con le dita”. Ovvero presa digitale. Questo perché ha dei vantaggi come: la velocità di cambiare angolo della pala, si trasmette leggerezza al movimento, i muscoli si rilassano, il polso rimane dritto etc.. ma i polpastrelli sono anche, una delle parti del nostro corpo più sensibili. Ecco quindi che non solo noi dobbiamo trasmettere qualcosa alla nostra pala, ma anche la pala ci deve trasmettere qualcosa: resistenza in acqua, correnti veloci, rigidità al Schermata 2015-10-10 alle 19.25.19collo e molto altro.

-Esercizi come provare a pagaiare con 4 dita e il mignolo sotto il manico, provare con 3, 2, 1 dito a pagaiare. Può servire a capire e comprendere come le mani devono lavorare, portando attenzione alla sensibilità
-Prendere la pagaia con una impugnatura inversa, così da imparare a tirare con i dorsali e a chiudere i gomiti.
Schermata 2015-10-10 alle 19.31.49– Provare impugnatura strettissima e larghissima, per sentire la fatica e come lavorano i polsi.

– Provare a pagaiare con le braccia tese senza mai flettere, per comprendere il movimento della schiena.

– provare a pagiare facendo una sfilata in acqua senza mai fare la fase di estrazione

La seduta nella canoa. Oltre alle impostazioni date dalla canoa per avere il giusto modo di sedersi, bisogna comprendere le differenze nel momento in cui si alza il sedile o quando è estremamente proiettato all’indietro. Capire quando abbiamo la schiena innarcata e quando invece no. Il punta piedi più o meno vicino. Gli spessori laterali, tanto o pochi. Sono tutte prove, che un canoista dovrebbe fare.

Schermata 2015-10-10 alle 19.28.56Spesso essere troppo schiacciato in canoa può bloccare alcuni movimenti del canoista. Essere troppo largo può dare la sensazione di uscire dalla canoa mentre si è in un buco di traverso.

C’è chi alza molto il sedile per avere più spinta con la pagaiata e una buona rotazione del corpo. Ma perdendo di equilibrio e sicurezza.

C’è chi pagiaia riuscendo a ruotare molto la schiena e fianchi, spingendo molto con le gambe. Altri a cui piace sentirsi stretti.

Diciamo che la cosa giusta è riuscire a mantenere mobilità sia degli arti inferiori che quelli superiori, senza perdere però di “compattezza”.

Ma prima di questo dobbiamo provare e allenarci sull’equilibrio e sensibilità.

  • Provate esercizi con e senza punta piede. Capirete l’importanza dell’utilizzo delle gambe e di quanto il colpo parta dai piedi. Quindi andare un canoa è un vero e proprio movimento corporeo.
  • Provate in un lago, a stare in piedi sulla canoa per fare equilibrio
  • Provate anche in ginocchio
  • Provate a navigare ogni tanto con dell’acqua nella canoa in tratti facili facendo traghetti etc.. dovrete imparare a prevedere dove la canoa potrebbe ribaltarsi e anticipare alcuni comportamenti come l’entrata in morta.
  • Provate alcuni esercizi ad occhi chiusi
  • Provate i surf laterali giocando con il fianco facendovi anche pizzicare e GIOCARE con la canoa.

Pagaiata. C’è quella propulsiva, quella circolare, quella laterale, quelle di sicurezza come gli appoggi e l’eskimo. Avanti, indietro bisogna sapere fare tutto. Bisogna riuscire a fare ogni colpo con facilità allenando sia la sinistra che la destra.

Provate a :

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pagaiare lentissimamente

nella fase di immersione della pala aspettate un secondo prima di tirare

pagaiate provando uno scatto senza alzare troppi schizzi

provate negli agganci a ruotare la testa. Usate il mento e gli occhi per ruotare. Dovete capire che la rotazione del capo deve avvenire con la giusta velocità in relazione alla velocità della canoa.

Imparate a sentire la corretta trazione in acqua e nella fase di estrazione dove è importante farla. Anche la fase aerea deve stancarvi il meno possibile.

Schermata 2015-10-10 alle 19.27.05Gli spostamenti laterali. Vi accorgerete come essere seduti troppo stretti vi limiterà la rotazione del busto portandovi a muovere il kayak lateralmente in maniera poco corretta. Ricordatevi anche l’importanza di alzare il fianco e dove lo sguardo deve essere.

Questi sono piccoli aiuti che vi possono servire per assimilare meglio non la giusta tecnica, ma incominciare a percepire sensazioni.

Schermata 2015-09-20 alle 10.28.24Eskimo. C’è chi lo fa bene e chi male. Poi c’è quello che sente la pala e lo fa ogni volta diverso ma sempre efficace. A me piace l’ultimo. Certo anche qui c’è la giusta tecnica, ma dovete imparare la sensibilità. Sarà il vostro corpo e la pala a dirvi quando state facendo le cose fatte bene. Provate anche qui esercizi molto lenti, imparando a sentire la pala e il fianco. Imparate anche a capire la spalla come lavora l’intero corpo compreso le gambe. Giocante facendo eskimi in tutte le situazioni, appoggi estremi. Lavorate più sulla sensibilità che sull’efficacia di un solo eskimo. Imparate a sentire e migliorerete da soli. Lavorate anche sulla testa. Relax respiro etc…

Schermata 2015-10-10 alle 19.33.06La canoa non è un compito matematico, è capire cosa è giusto fare in un determinato momento. Gli atleti più forti in canoa non solo quelli estremamente tecnici sono quelli che hanno tecnica e sensibilità e adattano ogni colpo e fianco a quello che l’acqua gli trasmette. Noi dobbiamo navigare e imparare ad assecondare l’acqua non combatterla.

Stessa cosa per le velocità. Navigare piano in rapida o molto veloce. Pregi e difetti. Imparate anavigare prendendo le morte e nn perdere velocità. Sfruttate le rotazioni a vostro vantaggio. (Già scrissi un articolo sull’entrata in morta). Dove fare il colpo spinta e l’aggancio. Quando serve e perché.

Provate un esercizio molto divertente. Trovate una zona di corrente con una bella morta abbastanza grande. In relazione alla vostra capacità tecnica prendete una morta più o meno cattiva.

Ora provate ad entrare con il giusto angolo. Una volta entrati non dovrete far girare la canoa ne verso monte ne a valle dovrete portare la punta della canoa perpendicolare alla corrente contro la riva in un determinato punto. Per fare questo selezionate un sasso di riferimento che la vostra canoa dovrà toccare. Provate facendo dei traghetti, spostando ogni volta che riuscite nell’esercizio a cambiare il riferimento.

Schermata 2015-10-10 alle 19.35.10Vi accorgerete che probabilmente l’aggancio che molti usano lo usano in maniera errato e per motivi diversi da quelli che realmente dovrebbero essere. Vedrete che la rotazione della canoa spesso avverrà senza far niente. Provate poi a spostare il busto in avanti e in dietro Schermata 2015-10-10 alle 19.35.20ad ogni entrata ed uscita. Giocate con il vostro copro per capire i vari comportamenti della canoa.

Per capire la differenza tra pagaiata circolare + aggancio e colpo+ aggancio ( timonata) dallo
stesso lato provate in acqua piatta a disegnare un cerchio.

Schermata 2015-10-10 alle 19.33.06Quantità di colpi in rapida. Provate a navigare una rapida 3- 4 volte nella stessa gioranta. Provante dando molti colpi, e poi provando a trovare i punti più giusti per dare i colpi necessari, senza esagerare. Provate in un campo slalom facile a prendere le morte con meno colpi possibili. Poi aumentate la velocità senza perdere precisione e tempismi.

Schermata 2015-10-10 alle 19.34.51Vi accorgerete che spesso è la canoa che vi porta a spasso e non siete voi a portare la canoa. Questo vuol dire che dovrete fare un passo in dietro e ripetere gli esercizi.

Imparate anche la gestione del fianco alzando tanto o poco, vi accorgere delle differenze sia di velocità che di percorrenza diversa.

Schermata 2015-10-10 alle 19.35.00Tutti gli esercizi che avete visto in questo articolo andrebbero svolti su ogni grado di fiume.

Schermata 2015-10-10 alle 19.36.27Vedrete che anche canoisti bravi che navigano cose difficili si perderanno in esercizi facili in acqua facile.

Grazie per l’attenzione.

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