Corda?!oh noo scusa, nuotaaaaaa!!

Corda?!oh noo scusa, nuotaaaaaa!!

TRENTINO WILD centro rafting e outdoor e sede Nazionale per la Scuola Rescue Project  ha deciso di scrivere alcune informazioni utili per chi vive il fiume, come professionista, soccorritore o appassionato. Prevede una informazione generale per  la base dell’autosoccorso, soccorso, DPI e molto altro. Grazie a Trentino WILD, la scuola di soccorso ed i suoi istruttori per l’impegno. In questo articolo si parlerà di aiuto e di come utilizzare tutti gli strumenti atti per il soccorso, tra cui la corda.

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LANCIARE UNA CORDA LANCIO. Dipende da dove ci si trova, dipende dal fiume, dipende dalle rive, dipende, dipende dipende… tutto vero, ma spesso non si ha il tempo di pensare a tutto, spesso non si hanno le conoscenze per valutare tutto, una linea guida è sbagliata quando ci sono troppi ragionamenti e cose che possono andare storte incasinando il soccorso.

Queste poche righe devono essere di spunto per dei ragionamenti. Come sempre ci preme precisare che non abbiamo trattato a fondo l’argomento, peScuola Nazionale di Formazione Rescue Project36r non creare casino. Ricordiamo che leggere un blog aiuta ma non da la pratica necessaria, molti fattori che non ho trattato volontariamente fanno la differenza. Quindi prendere tutto con le pinze.

informazione non una formazione.

Argomento importante ma sottovalutato. Saper lanciare una corda, può salvare una vita ma questo intervento ha dei pro e dei contro.

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  • Soccorso a basso rischio, ovvero il lanciatore non entra in acqua, rischiando di diventare anche lui un problemi
  •  Spesso è l’unico soccorso che realmente si può fare, o è il primo soccorso base per evitare di dover fare cose più complicate in seguito
  • utilizzo della corda anche
    per trasbordi difficili, messa in sicurezza del personale
  •  utilizzo in alluvione per calare dall’alto persone su un raft ecc…
  • questo tipo di soccorso può essere fatto anche da principianti o neofiti della canoa, o persone esterne

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  • saper individuare il punto giusto dove lanciare
  • avere una corda lunga il giusto e avere una buona mira
  • chi è in acqua deve essere cosciente e avere la lucidità di aggrapparsi e vedere la corda
  • la corda può incastrarsi
  • tendenzialmente si può soccorrere solo una persona alla volta. E il primo lancio con corda nel sacchetto è sempre più lungo del lancio con le asole
  • il primo lancio: quando la corda è nel sacchetto può essere di 18 metri circa, la corda ripiegata a spire nel secondo lancio, non va oltre i 12 metri di media. Lentezza nel rifare su la corda
  •  La persona in acqua deve riuscire a tenere la corda, bisogna fare affidamento sulla vittima

Questi sono alcuni punti ora proviamo a capire meglio cosa vuol dire lanciare una corda.

Spesso, vedo persone che vogliono lanciare la corda in posti pericolosi o non adatti o quello che si posiziona per fare sicura nel punto più difficile, magari sopra un sasso.DSC02449

Chi va a lanciare una corda raramente non fa un ragionamento. non credo che il canoista o l’addetto alla sicurezza si svegli la mattina pensando, un posto vale l’altro. Il problema che il ragionamento spesso  sbagliato. Perché purtroppo il lancio di corda è il prodotto finale di esperienza conoscenze che spesso non si hanno o peggio ancora si credono di sapere.

Bisogna valutare non solo dove si lancerà, ma dove arriverà la persona recuperata.

Ci sono considerazioni come:

  • deflettore
  • sassi dove la corda si può incastrare,
  • buchi, ostacoli naturali e non,
  • forza da applicare per portare la persona a riva,
  • forza che dovrà avere chi viene recuperato per tenere la corda

Questi sono alcuni punti da dover analizzare, purtroppo spesso non si ha il tempo di fare tutto questo ed il risultato è che si soccorso-fluviale-kayakDSC06951_tnlancia dove si può, dove si è ed il prima possibile. Ora saper lanciare una corda dovrebbe essere una cosa facile e che l’appassionato del fiume dovrebbe saper fare quasi perfettamente. Purtroppo ci sono persone che hanno corde, ormai marce, con asole giganti, con materiale vecchio e tecniche ancora più vecchie

Tornando a noi saper fare una valutazione corretta è essenziale, ma non avendo il tempo e le possibilità allora bisogna fare il meglio che si può. Questa è la differenza tra una linea guida imparata  in teoria o pratica in contesti facili e il reale utilizzo.

Il problema non è lanciare, probabilmente è la procedura sbagliata, perché fare troppe valutazioni vuol dire troppe variabili, di conseguenza errori. Se ci mettiamo poi lo stress che gioca la sua parte, quando dovete lanciare la corda ad un vostro amico.

LA TECNICA INSEGNATA  NELLA MEDIA ATTUALMENTE E’:

Lanciare la corda alla persona in acqua più o meno perpendicolarmente rispetto a dove si trova il soccorritore. Una volta lanciata si farà un pendolo grazie al quale il soccorritore terrà la corda ad una forza che varierà a seconda della forza dell’acqua, la stessa cosa farà la persona in acqua, con il problema che la corda in tensione porterà la vittima a sott’acqua.

Spesso vedo persone che si fanno passare la corda dietro la schiena o sono in 2 a tenerla. La domanda è se uno sulla terra ferma ha bisogno di tenere la corda in 2 persone, il poveretto che si trova in acqua quanta forza dovrà applicare per tenere la corda? Tutto questo mentre sarà sott’acqua e dopo un bel bagno, o magari con la canoa che pesa 300 kg nell’altra mano.

LA TECNICA INSEGNATA DA RESCUE PROJECT E’ MOLTO DIVERSA:DSC04027

Il soccorritore lancia il prima possibile la corda quando la persona è ancora a monte, a circa 45°. Questo per vari motivi: la vittima vede chiaramente arrivare la corda, inoltre appena presa, sarà importante che il soccorritore recuperi la corda e contemporaneamente  corra in giù. In caso di errore, si avrà un po’ di vantaggio per correre e rifare la corda per riprovare a lanciare. MA ALLA DOMANDA DOVE MI METTO? la risposta è dove tu possa fare almeno 5 passi. Non chiedo ad un canoista o guida rafting di sapere deflettori etc.. etc.. chiedo semplicemente di riuscire a guardare se davanti a lui ha la possibilità di fare 5 passi. Se farà questo vorrà dire che non sarà in cima ad un sasso, potrà sbagliare il deflettore ma camminando in giù sposterà l’angolo di tiro portando a riva la persona in acqua.

Il risultato sarà un recupero di una persona, dove il soccorritore è più a valle rispetto alla vittima

VANTAGGI:

1 se la vittima sbaglia a prendere la corda posizionandola in maniera scorretta, non ci sarebberò grossi problemi

2 la corda non andrebbe mai in tensione questo eviterebbe traumi ma soprattutto evita che la persona in acqua lasci la corda o per paura o per sfinimento. spesso mi è capitato che la corda lanciato si facesse attorno al collo della persona una acqua o attorno alle braccia.

3 il soccorritore non farà fatica

4 quando arriverà la vittima a riva ci sarà anche il soccorritore vicino a lui

5 se ci dovesse essere un buco, essendo il soccorritore a valle, non dovrebbe fare altro che tirare la corda per far uscire la persona dal ritorno

6 sassi affioranti: non avendo la corda in tensione risulta molto facile far saltare la corda sopra i sassi

7 deflettori, correnti strane etc.. non recherebbero alcun problema perché essendo il soccorritore a valle, recupererebbe sempre con l’angolo giusto e non contro corrente

8 se la corda si dovesse fare attorno al braccio etc.. non comporterebbe grosso pericolo perché non sarebbe in tensione e quindi facile da liberarsi

9 se in acqua ci dovesse essere in recupero più di una persona la forza per tenere aumenterebbe notevolmente

10 chi lancia non avendo peso sulla corda può correre senza rischiare di inciampare

SVANTAGGI:

–     non sempre è possibile correre, in questo caso bisognerà fare una valutazione sul posto, o se utilizzare altre tecniche come tiro al vettore o altro.

Inoltre questo sistema non comporta valutazioni eccessive, perché con questa procedura l’angolo di tiro sarà sempre corretto.

Ipotizziamo anche che non si possa correre: l’obbiettivo è tirare la corda il più a monte possibile cercando di recuperare il prima possibile quando la vittima è a monte, una volta che verremo superati, dovremmo essere il più fluidi possibile per recuperare.

IL PRINCIPIO E’: IL SOCCORSO CON LA CORDA DA LANCIO DEVE ESSERE IL PIU’ POSSIBILE DINAMICO.

Una ragazza di 40 kg deve poter recuperare una persona di 100 kg in un tratto di fiume di IV grado senza utilizzare la sua forza. Inoltre quando parliamo di correre in giù, vedrete che nella realtà si parla di 5-7 metri al massimo.

Sicuramente avere la corda giusta può aiutare.

Personalmente uso quella disegnata da noi per alcuni motivi

  1. corda in spectra, resistente statica galleggiante
  2. avere poca attrezzatura con la quale si possa utilizzare per più cose
  3. marsupio che funge da ancoraggio o da imbraco di emergenza

La corda da lancio deve essere tenuta bene, il consiglio ogni volta che si esce in canoa fare un lancio prima di entrare in fiume e uno alla fine così da far asciugare la corda in maniera corretta ovvero fuori sacchetto. Cercate di fare pratica, non sottovalutate il lancio, perché una corda bagnata pesa di più, se non allenati la precisione è scarsa. Per fare una media su 10 canoisti bravi il lancio della corda su un bersaglio fermo  di 50 cm e largo 50 cm a 15 metri di lontananza il risultato prima dei corsi è stato circa 50 canoisti 5 centri, 45 sbagliati. (e sbagliati alla grande)

Tutti canoisti che erano convinti di riuscire a fare un lancio preciso. Dopo 2 tentativi il risultato è stato uguale. Quindi la conclusione è che se sarete in acqua e qualcuno vi lancerà una corda su 100 lanci avrete circa 12% che la corda vi arrivi. Però per pensare positivo se mettete a valle almeno 10 soccorritori uno dovrebbe prendervi.

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