Cosa devo avere in canoa?

Molto spesso gli istruttori della Scuola Rescue Project e Trentino WILD si trovano a formare canoisti sia sotto l’aspetto di sicurezza che tecnico. Cosa devo avere in canoa? Cosa mi devo portare?

DSC01742Ci sono canoisti che vogliono apprendere le tecniche base di pagaiata, e ci sono quelli più evoluti che vogliono acquisire quelle competenze necessarie per navigare fiumi altamente impegnativi. Quasi sempre il canoista arriva con il suo materiale personale e quasi sempre è materiale di cui:

1 non conosce i pregi e difetti
2 non sa dove mettere la corda da lancio
3 non sa a cosa servono i cordini e i moschettoni, quindi c’è chi non li porta e chi li porta come souvenir1234695_625823220862307_2053034402376247830_n

Questo articolo vuole dare un po’ di informazioni generali. Ricordiamo che con un video su youtube e due articoli non si diventa più bravi. Per comprendere cosa e come utilizzare l’attrezzatura è necessario un corso.

Partiamo:soccorso-fluviale-kayakDSC06703_tn

  • aiuto al galleggiamento

1. deve avere un imbraco con sgancio rapido. Molti salvagenti hanno la fettuccia molto ruvida come l’Astral Green Jacket, oppure fettuccia molto liscia (come la cintura di sicurezza Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project69dell’auto). Ci sono pregi e difetti per l’una e per l’altra fettuccia.

2. sgancio rapido: OCCHIO, ci sono salvagenti che hanno la clip che spesso involontariamente si infila nel passante, rendendo impossibile l’apertura. Ci sono altri salvagenti come alcuni PALM che  facendo i due passaggi nel dissipatore non si apre nemmeno con clip di plastica aperta. Questo è voluto per alcune manovre di soccorso. Ma che molto spesso i canoisti non sanno il reale utilizzo, rischiando in situazione di emergenza di aprire l’imbarco senza ottenere il risultato voluto.
3. Ci sono altri modelli dove il dissipatore in acciaio può entrare nella clip di plastica, senza poi riuscire ad svincolarsi

4. altri tipi con la clip troppo spostata sul lato, rende difficoltosa l’apertura con la mano opposta a dove si trova la clip

  • Casco10403603_631650633612899_3744592493914989296_n

1. visiera o non visiera? Avere una piccola visiera, aiuta ci sono alcune manovre come il doppio imbraco per il quale, una piccola visiera, permette di avere l’acqua che crea un buon cuscino consentendo di respirare agevolmente. Non utilizzerei visiere troppo grandi come alcuni modelli della Sweet per vari motivi. Visiera troppo grande, riduce il campo visivo, nuotando va davanti agli occhi, nei buchi o onde grosse si rischia di perderlo o che faccia leva al collo, ad ogni tuffo o cascata il casco si muove e in alcune manovre, come l’aggancio, da fastidio.

SCUOLA FLUVIALE RESCUE PROJECT (4)

2. Para orecchie. Molto comodo, evita molti traumi al timpano. In acqua veloce gli schizzi possono dare fastidio. Inoltre, utilizzare anche una cuffia, può aiutare a prevenire la “malattia dei sub” ovvero il timpano, eskimo dopo eskimo, freddo dopo freddo, si calcifica riducendo l’udito. Malattie come otiti possono essere molto dolorose ed invalidanti.

3. Mentoniera. Sicuramente protegge, può presentare alcuni pericoli ad esempio l’incastro in qualche ramo. Rimane comunque un buon ausilio quando si affrontano certi tipi di tratti. Utilizzare un casco del genere su percorsi di secondo grado mi sembra eccessivo. Il casco con le protezioni non deve permetterti di navigare cose sopra il tuo livello. Dovrebbe essere utilizzato per rapide molto impegnative dove l’imprevisto può accadere. Ad alcuni rende difficoltosa la chiusura del busto, sia per gli eskimi che durante una cascata. Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project149

  • Coltello

1. Deve essere prendibile con la mano sinistra e con la mano destra.

2. Deve essere legato con un cordino che tenga pochi kg, di una lunghezza pari al raggio che il braccio può compiere.

3. Coltelli buoni sono quelli con il buco per aprirlo perché si riesce con entrambe le mani e anche con i guanti. Non mi piacciono molto i coltelli già aperti, perché quando una persona va in panico e ti si aggrappa frontalmente potrebbe estrarre il coltello, involontariamente. Mi è capitato. 1234695_625823220862307_2053034402376247830_n

  • Fischietto

Fox 40. L’unico che fischia sul serio e che dura.

1. Deve essere prendibile velocemente,

2. Deve essere legato con un cordino, anch’esso di bassa tenuta e di una lunghezza sufficiente per poter girare la testa.

  • Moschettoni

1. Bisogna avere con sé almeno 3 moschettoni. Se si sta lavorando come maestri o istruttori e si va in acqua con persone che non hanno con sé moschettoni etc.. portare un totale di 5 moschettoni per poter fare qualsiasi manovra.

2. I moschettoni devono essere a ghiera ad 2 movimenti. Eviterei quelli con la molla e quelli a 3 movimenti, perché spesso si fa fatica ad aprirli con una mano sola mentre l’altra mano tiene corde etc…

3. preferibilmente utilizzare moschettoni con base molto larga così da poter far passare nodi, si può utilizzare per agganciare una pagaia e si agganciano velocemente i kayak.

4. Personalmente utilizzo moschettoni ad alto carico. Vero che pesano qualcosa in più, però mi durano almeno 2 stagioni – con i dovuti controlli annuali – . I moschettoni in lega leggera vanno bene ma si usurano velocemente in acqua da fiume.

5. Non si potrebbe fare moschettone su moschettone, ma spesso ci si trova a doverlo fare. I moschettoni ad alto carico con codice M (multiancoraggio) offrono la possibilità di fare moschettone su moschettone.

  • Cordini

1. avere almeno 3 cordini.

2. materiale Kevlar tenuta 22 kn diametro 6mm

3. Io consiglio i cordini della Edelride perché sono già chiusi, così non bisogna saper fare il nodo doppio inglese. Inoltre hanno una tenuta certificata e sono cordini ottimi.

4. lunghezza, spesso vedo cordini lunghi 30 cm, la domanda è perché? Con un cordino lungo si fanno le stesse cose di un cordino corto, ma il cordino corto non fa quello che può fare uno lungo. Ad esempio ancoraggi alla canoa,  Daisy Chain, trasporto infortunato etc..

5 Lunghezza cordino Edelride blu ovvero 120 cm chiuso.

  • Corda da Lancio

1. avere con sé 2 corde da lancio.

2. io ho sempre una corda da lancio con marsupio rescue project. Questa corda la uso per calarmi in doppia o altro quando mi trovo su una cascata. Uso l’imbraco per calarmi o come ancoraggio, inoltre utilizzo la sacca, in un particolare modo per gestire in emergenza la lussazione della spalla e per stabilizzare il collo come collare. Utilizzo questa corda per scravattare la barca di altri, vista la tenuta.

3. La corda deve essere lunga almeno 20 metri, statica, ovvero non si deve allungare e chiaramente deve essere galleggiante.

4. La corda con marsupio è posizionata nella canoa. Invece addosso a me, ho un’altra corda lunga 20 metri molto piccola diametro 6 mm. Questo perché se dovessi fare il bagno o dovessi incastrare il mio kayak, utilizzerei la corda che ho nel salvagente per scravattare e per legarla prima di scappare via dall’incastro. Non potrei aprire il paraspruzzi e di conseguenza non potrei più recuperarmi il kayak, perché molto spesso la canoa sott’acqua non da la possibilità di raggiungere il sacco.
Ecco perché anche il mio materiale come moschettoni etc.. è nel mio salvagente e non in barca.DSC05515

5. la corda con marsupio spesso ho dovuto usarla per stabilizzare la testa, lussazione della spalla, o per creare una barella. Molto veloce e comoda.

  • Fettuccia

1 fettuccia lunga almeno 2 m meglio 2 metri e 50 cm. Questo perché se lunga, può essere utilizzata facilmente come ancoraggio sia agli alberi che sui raft quando sono incravattati, la fettuccia lunga permette di avere un buon angolo, così da non sforzare moschettoni etc..
2. La fettuccia la consigliamo chiusa e omologata per lavoro con la giusta en, questo perché la cucitura è diversa su quelle da lavoro, oltre ad una maggiore tenuta, anche lacerata mantengono una buona resistenza. Non utilizzerei fettucce in Dinema per un problema di rottura troppo alta derivata dallo strappo. Meglio Nylon.
3. Spessore per utilizzarlo come imbraco meglio una fettuccia di larghezza non inferiore ai 2,5 cm

DSC05473

  • coda di vacca

1. Non entrerò ora nello specifico di come utilizzarla e se utilizzarla. Parlo solo dell’attrezzo in sé. La coda di vacca esce spesso con un moschettone a pera non a ghiera da attaccare al kayak nel recupero. Io lo sconsiglio perché una buona regola nel soccorso è avere poco materiale che possa essere utilizzato per più lavori. Un moschettone senza la ghiera non può essere utilizzato per altro. Ecco allora che preferisco avere un moschettone a base largo a ghiera anche per attaccare la canoa da recupero. La ghiera in realtà una volta aperta non si chiude, quindi il pericolo di trovare il moschettone con ghiera chiusa è molto basso. Ma se realmente trovassi chiusa la ghiera e non avessi il tempo di aprirla, vorrebbe dire che l’utilizzo della coda di vacca in quel frangente è sbagliato. Rafting in Trentino e in Val di Sole95

2. la coda di vacca può essere leggermente elastica, o può essere fatta anche con una fettuccia o cordino. L’importante è che la coda sia lunga abbastanza per far passare la canoa recuperata da una parte all’altra della coda del proprio kayak. Che abbia, una lunghezza che permetta di pagaiare agevolmente, ma che non sia troppo lunga così da rischiare che il kayak recuperato vada dove vuole lui, rischiando di incastrarsi e di mettere il canoista in pericolo. Inoltre più il kayak è lontano da me, più nel caso dovessi bloccarmi di colpo, ed il kayak attaccato venirmi contro avrebbe sicuramente un impatto maggiore che averlo vicino, dove la rincorsa sarebbe minima

.

Tante le attrezzature, tanti i pregi e tanti i difetti. Non possiamo pretendere purtroppo il materiale perfetto, perché ad oggi non esiste. Tutti i salvagenti presentano dei pregi e molti difetti. Dalle troppe cinghie, a tasche inutili, alla esagerata lunghezza o spessore, a tasche non facili da aprire, etc.. etc..

Bisogna però conoscere quello che si usa e saperlo usare al meglio. Ci sono ancora troppi canoisti che si attaccano la coda di vacca al salvagente con moschettoni non a ghiera all’imbraco, oppure chi si attaccano la coda di vacca alla spallina del salvagente. Sicuramente non avranno nemmeno dietro il coltello o lo avranno in una tasca. Non sapendo realmente il pericolo che corrono. Fortunatamente spesso chi usa la coda di vacca in questo modo, lo fa su fiumi di secondo grado, o non l’ha mai usata. E aggiungerei ottimo così. Non basta avere dietro un coltello per sapere tagliare, un moschettone per saperlo usare, una coda di vacca per saper recuperare una canoa. Informatevi e formatevi, altrimenti sono solo attrezzi senza senso che possono anche mettere più in pericolo. Vedi moschettoni attaccati alle spalline, attrezzatura che si incastra in rami etc..

Ognuno ha la propria vita in mano, purtroppo in canoa spesso avete la vita di altri nelle vostre, o sarà la vostra vita nella mani di altri, e pregherete che quel canoista sappia davvero fare le cose corrette e giuste e che abbia con sé l’attrezzatura e le conoscenze richieste per salvarvi la pelle. Perché in quel momento avere un compagno che naviga i 5° gradi con tranquillità, non vi servirà a niente se non saprà le giuste procedure. E la presunzione di conoscenza non basterà.

Buena Linea a tutti…

X