cosa fare in alluvione.

cosa fare in alluvione.

Questo è quello che ci ha scritto un volontario che dopo aver frequentato un corso da noi si è dovuto cimentarsi in 3 alluvioni.
Alcune riflessioni utili. Grazie e buona lettura.

Territorio e rischio

Cosa fare in alluvione. Anche quest’anno con la fine dell’estate e l’approssimarsi dell’autunno iniziano le piogge e L’ Italia torna a mostrare tutta la fragilità di un paese idrogeologicamente complesso e urbanisticamente maltrattato. Molto schematicamente un rischio è il prodotto del pericolo al quale un territorio è soggetto moltiplicato per la sua vulnerabilità ( RISCHIO = PERICOLO X VULNERABILITA’ ), in buona sostanza mentre da un lato si tenta di ridurre i pericoli con le opere idrauliche dall’altra si aumenta la vulnerabilità costruendo più o meno disordinatamente e il risultato è che il rischio non diminuisce. In questo contesto diventa fondamentale un sistema di protezione civile efficiente e sempre più preparato, professionale e ben distribuito sul territorio. L’ esperienza dettata da decenni di alluvioni più o meno catastrofiche hanno insegnato che la tempestività degli interventi può essere garantita solamente dalla presenza sul territorio colpito di personale specializzato perchè, soprattutto in zone pedemontane, gli eventi sono devastanti e fulminei e nell’arco di 12 ore si passa dal soccorso al recupero.

L’ intervento in alluvione

L’emergenza, e nello specifico l’alluvione, è uno scenario nel quale si presenta una moltitudine eterogenea di persone che in un certo qual modo devono interagire tra loro. Partendo dal presupposto che il soccorso è un lavoro di squadra e che “i fenomeni” sono più un problema che una soluzione andrebbero analizzati più nello specifico quelli che sono i rischi di un allagamento in ambiente urbano.

Per chi “vive in fiume” è quasi scontato ricordare che con la corrente tra le case una recinzione può diventare un colino, un muretto di contenimento un buco, un cumulo di detriti o un’auto possono trasformarsi in un sifone e particolarmente pericolosi sono seminterrati e scantinati che diventano nicchie.

I volontari meno esperti devono considerare anche la temperatura dell’acqua che non sarà certo da piscina termale, la torbidità che nasconde ostacoli e pericoli, i detriti trasportati dalla corrente, il fango che anche in acqua bassa e lenta può limitare i movimenti se non creare un vero e proprio incastro da piede e non va sottovalutata la presenza di animali come ratti e nutrie che durante le esondazioni si aggirano tra le case.

Chiunque si appresti a fare soccorso in aree alluvionate deve fare anche i conti con rischi tipici dell’urbanizzazione; il rischio di inquinamento chimico delle acque non va considerato solo nelle zone industriali in quanto tutti in cantina abbiamo vernici e solventi per ridipingere la recinzione, detergenti più o meno aggressivi, benzina e olio per il tagliaerba e molte altre sostanze che durante l’allagamento si disperdono nell’acqua dando vita a miscele pericolose. In alluvione i sistemi fognari vanno in tilt provocando cariche batteriche notevoli. Avvicinando un veicolo trasportato dalla corrente o cmq semi sommerso bisogna considerare che ci potrebbe ad esempio essere dispersione di acido dalla batteria, che anche se diluito, a contatto con mucose sensibili può creare gravi danni.

Un altro rischio è presentato dagli impianti fotovoltaici, in particolare a terra, che nonostante l’interruzione delle linee elettriche i singoli pannelli continuano a produrre energia.

Considerazioni

Quanto scritto non vuol essere un insegnamento, ma uno spunto di riflessione per chiunque si possa trovare ad operare in emergenza. Non esistono “scenari alluvionali tipo” ogni intervento è un’esperienza nuova che nasconde insidie nuove e che quindi va valutata di volta in volta in base alle proprie conoscenze, capacità e condizioni fisiche. Essendo il soccorso un lavoro di squadra, l’intervento va calibrato “sull’anello debole” del gruppo in modo da garantire il massimo della sicurezza a tutti, ma soprattutto “fenomeni, scienziati e tuttologi” vanno lasciati a casa.

 

cosa fare in alluvione i corretti comportamenti.

l’importanza della formazione per il soccorso 

Per informazioni e prenotazioni

CONTATTACI!
Contattaci!
X