E tu di che categoria sei?

Schermata 2015-09-07 alle 12.38.37Vivere il fiume con rispetto per se stessi la famiglia gli amici ed il fiume

Scuola di canoa e di formazione TrentinoWILD

Ciao a tutti questo articolo ad inizio stagione vuole essere un momento per fare in punto della situazione con umiltà e voglia di dare un parere che forse potrebbe aiutare.

Voglio scrivere queste righe perchè vorrei che le cose piano piano cambiassero. Oggi parlerò del canoista ma potrebbe essere una guida rafting o un soccorritore.

Livello tecnico in canoa.Schermata 2015-10-10 alle 19.35.46

Sono un maestro di canoa e per anni ho girato il mondo navigando fiumi dove l’importanza di scendere i fiumi arrivava prima di una foto della go pro e di FB.

Parto dal canoista perchè grazie al mio lavoro mi trovo spessi a lavorare con canoisti di alto livello. La riflessione che faccio è questa:

il fiume prima poi chiede il conto.!!

Schermata 2015-10-10 alle 19.25.14Grazie a canoe sempre più performanti e facili, grazie a materiale che permette una veloce progressione tecnica ci si trova dei canoisti che dopo pochissimo tempo navigano rapide molto impegnative. Andare in canoa è divertente ma se c’è adrenalina e rapide difficili lo è ancora di più. Infatti Evan Garcia e tutti gli altri di quella specie non fanno mai vedere un video di acqua piatta, forse perchè non ci vanno o forse perchè nessun sponsor sarebbe disposto a pagare per vedere Ortiz andare in un laghetto. Ma devo dire che tutti i forti canoisti sono canoisti che vanno in canoa da parecchi anni, tutti i giorni e hanno un passato fatto di tecnica e allenamenti.
Scrivo questo perchè ultimamente trovo 5 categorie di canoisti:

1 quelli che sono molto bravi tecnicamente e mentalmente
2 quelli che pensano di saper andare in canoa  e conoscono i propri limiti
3 quelli che pensano di saper andare in canoa e realmente ci sanno andare ma no spingono l’acceleratore
4 quelli che ci vanno ma non migliorano mai.
5 quello che sa già tutto o si autoaggiorna

images-24Caso 1 semplice sono canoisti bravi con un bagaglio tecnico molto alto.
Caso 2 Quelli che pensano di saper andare in canoa. Qui c’è la massa. Molti sono i canoisti che negli anni hanno incominciato a navigare fiumi difficili. Quando però passano da qui e mi chiedono di dargli due dritte scoprono quante basi di canoa non abbiano appreso. Spesso in un terzo grado non riescono a portare la barca dove vogliono e con i giusti esercizi si rendono conto di quanto si facciano portare dalla canoa.
Traghetti all’indietro assenti, sensibilità assente, armonia con il corpo nulla, aspetto psicologico mai curato. IMG_6677
Questi elementi sono per un canoista fondamentali, mi aspetto che per un kayaker che naviga i secondi gradi alle prime armi non abbia acquisito queste tecniche e sensibilità., ma per un canoista che naviga i 5  devono essere il pane quotidiano. Saper stare in un buco, conoscere le tecniche per uscire e sono più di 5, cura della parte psicologica ed eskimo.
Molti canoisti si vedono che imparano la tecnica, ad esempio il famoso colpo spinta. Vedo molti dare questo maledetto colpo in tempi sbagliati e senza un reale motivo. Io sono uno della vecchia scuola dove si danno i colpi giusti e quando servono. Le fighettate sono belle ma bisogna saperle dare e sopratutto bisogna sapere il perchè e quando realmente servono. Standardizzare il fiume è come standardizzare il vento è poco efficace e prima o poi si precipita. Mi aspetto che i canoisti facciano un percorso di sensibilità e feeling con la canoe -acqua – pagaia. Per prima cosa riuscire portare la barca dove si vuole, farla girare quando si vuole e no quando vuole la canoa. E’ la differenza tra portare a spasso il cane e farsi portare dal cane di 50 kg. Schermata 2015-10-10 alle 19.35.00
La seconda è saper usare il fiume per fare poca fatica. Perché? Perché quando si navigano fiumi difficili ci si stanca e il modo di incappare in incidenti è essere stanchi.

Quindi un consiglio che vi do visto che sui 5° fare le prove risulta poco intelligente e molto pericoloso vi consiglio di lavorare sui fiumi di terzo grado. Entrare nei buchi, giocare, conoscere la canoa e voi stessi. images-26Abituarsi a farsi tritare ad andare in canoa con una pala sola, con impostazioni della canoa differenti, andare  in avanti in dietro sotto e sopra. Insomma  allenarsi perchè quando sarete sui 5° i buchi vi triteranno, i traghetti all’indietro potranno capitare e a livello psicologico dovrete essere preparati. Ma è meglio rendervi conto e pagare sui terzi che sui quinti. Andate da persone preparate ad imparare la tecnica e tutto quello che serve.  Onestamente noto come un canoista mediocre dopo solo  2- 3 lezioni migliora in maniera incredibile, e mi chiedo perchè non è venuto prima che ora sarebbe un canoista di altissimo livello. ?

3 quelli che pensano di saper andare in canoa e realmente ci sanno andare ma no spingono l’acceleratore DSC05405

Questi spesso sono ex maestri di canoa o ex atleti, che dopo aver fatto di tutto e aver portato la canoa ad un livello molto alto, quando era ancora tutto da scoprire non spingono più poi così tanto. Questo non vuol dire che non navigano cose difficile, vuol dire semplicemente che sanno fino dove devono arrivare e FB lo usano per fare gli auguri di buon compleanno e non per fare i fenomeni.

4 quelli che ci vanno ma non migliorano mai.

Questo caso è semplicemente dato da aver imparato con istruttori poco preparati e competenti. Mancano le basi di propriocettività sensibilità esercizi atti al miglioramento del canoista, che bisogna fare dall’inizio. Questo errore purtroppo non è colpa del canoista ma di chi purtroppo si inventa istruttore senza competenze tecniche e didattiche.

5 quello che sa già tutto o si auto-aggiorna

Questo è il canoista più pericoloso, spesso vuole le patacche e si auto-certifica istruttore di qualsiasi cosa basta insegnare. Quello che ti accompagna nonostante il livello dell’allievo sia insufficiente. Quello che si butta giù per le rapide.
La cosa peggiore è il canoista che va in canoa da 3-4 anni e pensa di sapere già tutto. Qui le parole non servono, si chiama selezione naturale. Interessante sono  quelli che si auto-aggiornano, magari dopo 10 anni che vanno in canoa pensano ancora che le cose siano uguali.
Il vero problema non è se il canoista non sa o crede di sapere; il problema è:  se il canoista poi lavora come maestro di canoa piuttosto che come guida rafting o hydrospeed. Li sono rogne. Perché spesso quando il fiume chiederà il conto probabilmente pagheranno anche chi non c’entra proprio niente.

Ma questo è tutto un altro discorso. La mia fortuna che posso decidere con chi lavorare e questo dopo tutto è la fortuna più grande. Devo dire che ormai  poco mi importa quanto di quanto un canoista sa  andare in canoa o in gommone è molto più importante capire se è umile se ha voglia e curiosità di crescita, se sa autovalutarsi e sopratutto  che no pensi di sapere tutto, e che non sia pericoloso. Ideale è avere professionisti che non solo pensano di sapere ma che lo sanno davvero. Un guida brava o un canoista brava spesso deve sapere fare  soccorso veloce, con tecniche corrette e realmente funzionanti.  Ma anche questo è purtroppo un altro discorso perchè ti trovi persone che non sanno nemmeno cosa vuol dire incastro di punta.

Schermata 2015-11-24 alle 18.32.23Questo è uno dei canoisti più forti al mondo e non sa fare la corda per il secondo lancio.

Ma sul soccorso c’è tanta di quella strada da fare che c’è da preoccuparsi. Non solo perchè moltissimi non sanno davvero niente di soccorso, il problema è che molti ignorano completamente di non sapere e tra salvarsi e salvare la vita preferiscono andare a bere un birra. Ma i miracoli non si possono fare  e molto spesso preferisco dire: non ti conosco mi spiace ma non scendo in canoa con chi non so chi è. E’ vero è brutto e un po’ da saccenti ma se vado in canoa voglio persone che sappiano lanciare un corda, che sappiano nuotare che sappiano cosa vuol dire incastro da piede e molto altro. E non voglio che pensino di saperlo lo devono sapere. Perché la vita da salvare potrebbe essere la mia.

Molte volte mi trovo a cercare di far comprendere l’importanza di certi percorsi formativi, c’è chi pensa che servono a poco, c’è chi crede già di sapere e chi si permette di valutare dei percorsi formativi senza sapere e senza conoscenze. Ma questo è il mondo e io di combattere i mulini a vento non è proprio tempo e  voglia. Quindi quello che posso dire è sono buona fortuna. Spero che chi è capo di una compagnia rafting capisca a chi deve dare lavoro e a chi invece deve dare una scopa e far pulire la strada.

Spesso un mio amico mi dice queste frase :

Grazie perchè vieni in canoa con me perchè io, se fossi al tuo posto non ci verrei.

Ma almeno è cosciente di non sapere, e questo mi basta per valutare i tratti di fiumi da fare quando sono con lui.

soccorso fluviale rispettare il fiume sempre

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