DSC06805Questo articolo vuole essere un racconto di un ragazzo cresciuto in acqua con la passione per il fiume e una vita dedicata al freddo e a quella sensazione di umidità che dopo anni di fiume, sempre meno sopporta, ma che comunque non può farne a meno.

DSC02923Non sarà solo un articolo di passato, ma saranno anche considerazioni riguardo il lavoro di safety kayak. Il primo passo nella scala,  per poi far diventare la passione un lavoro.

Molti canoisti durante la stagione estiva prestano la loro professionalità e conoscenze per rivestire il ruolo di kayak per la sicurezza. Il ruolo del safety troppo spesso viene considerato un ruolo minore, ma non è così. Infatti è il canoista che in caso di incidente aiuta clienti di un equipaggio di rafting ed è sempre lui che deve saper entrare in un buco per tirare fuori qualcuno, o prendere la decisione di lasciare la canoa per andare a prendere un raft, salirci sopra rigirarlo e portarlo a rivaIMG_0410.

Questi sono solo alcuni esempi del ruolo di safety kayak. Molte compagnie rafting, come safety usano ragazzini, canoisti con poca esperienza, o canoisti molto bravi, senza però conoscere niente delle attività di rafting o hydrospeed. 1891034_509944535783510_270797416_n
IMG_0032Il ragazzo di cui prima scrivevo a 14 anni faceva su e giù in canoa con il ruolo del safety kayak. Faceva circa 60 km al giorno in barca e in quel tempo lunghissimo cantava le canzoni e pensava a quando anche lui sarebbe diventato guida. Tra una canzone e l’altra ogni tanto pescava qualche pagaia, persona e di rado vedeva cappottare il gommone con tutti le persone in acqua. In quei frangenti c’era una confusione incredibile, corde da tutte le parti, fischi come alla finale di coppa Uefa, pagaie da raccogliere, ma la cosa peggiore era il senso di non sapere se si stava facendo qualcosa d i giusto o di sbagliato.

DSC05990C’erano i famosi 5 minuti del silenzio, il tempo più o meno necessario per ritrovarsi tutti e fare il conto delle persone. In quei momenti negli occhi di tutti era evidente, l’incubo di avere una persona in meno era ed è la paura più grande. Sentiti tutti che contavano più e più volte le persone, guide che contavano e quando facevano la somma diventava tipo 18. E tu dicevi come è possibile 18 se sul raft erano in 6.

10403603_631650633612899_3744592493914989296_nNegli anni le cose cambiavano, alcune guide arrivavano dall’estero portando esperienze e consigli sempre ben accetti. Il ragazzo safety kayak cresceva, recuperando e affrontando incidenti, cravatte, senza mai avere un’idea chiara di cosa andava fatto realmente, si andava a tentativi. Ogni tanto giusti ogni tanto sbagliati. Anche in hydrospeed era così si imparava sbagliando, una volta il ragazzo andò a soccorrere un cliente in hydrospeed il quale era un giocatore di rugby. Il rugbista preso dalla paura ribaltò il ragazzino e poi uso il fondo della canoa come tavola da surf.DCIM100GOPRO.

Il problema era che il ragazzo in canoa era sott’acqua e non riusciva ad uscire per il poco fondale, l’eskimo era impensabile. Fortunatamente il rugbista si rese conto di quello che stava succedendo e lo lascio andare. La sera poi al bar per ringraziare il safety kayak pensarono di offrirgli  alcune redbull con vodka. (Ma questa è un’altra storia) Ricordo solo che il giorno dopo dovettero riportare i carrelli della spesa al centro commerciale.

Gli anni passavano e le domande erano più delle risposte. Anche dopo, trovare corsi specialistici per imparare il ruolo del safety era impossibile. Ma non solo, il problema erano le compagnie rafting che rimanevo con l’idea  che il safety è un obbligo ed un costo. Il ragazzo diventato poi guida, vedeva nuovi safety kayak tutti con pochissima conoscenza ed esperienza.

Ora si è sempre meno allo sbaraglio, ci sono corsi specialistici ci sono professionisti del fiume che insegnano le tecniche di sicurezza e i giusti comportamenti.

Una volta non c’era scelta ora si. Ma nonostante tutto c’è ancora chi decide di non informarsi, chi non crede che il safety dovrebbe essere molto preparato per la sua sicurezza e per quella degli altri.

DSC01742La Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project ha sviluppato negli anni un percorso formativo specialistico per i safety kayak.  Non solo c’è la formazione in acqua, ma c’è tutta la parte di pronto soccorso gestione del trauma e dell’annegato in ambienti impervi da tenere in considerazione. La scuola Rescue Project è la prima in Italia ad aver sviluppato procedure riguardanti il pronto soccorso in ambiente acquatico fluviale.

Ora scegliere si può, l’importante è scegliere in modo sensato e non per una consuetudine sbagliata e poco professionale.

“Andare in fiume” è ormai diventata un’esperienza alla portata di tutti. Sempre più compagnie rafting, strutturate in asd, srl, ssd, offrono su tutto il territorio mondiale, la possibilità di vivere questa unica esperienza, sia a bordo di gommoni da rafting che in canoa che in hydrospeed. Il crescente interesse per queste attività da parte dei “non addetti ai lavori”, pone gli enti e le realtà di formazione del settore, dinanzi a nuove necessità formative e professionali, a garanzia di professionalità e sicurezza di coloro che desiderano vivere queste esperienze; tali enti di formazione si devono inevitabilmente adeguare per fornire nuove risposte, sia in termini di offerta formativa che di adeguamento alle normative nazionali.

All’ interno di una discesa in fiume sia essa in accompagnamento all’hydrospeed sia al rafting, il Safety Kayak ricopre un ruolo strategico e fondamentale per la sicurezza delle guide e delle persone che si stanno accompagnando. Essere un buon safety kayaker non si esaurisce semplicemente nell’essere in grado di andare bene in canoa, ma richiede un ventaglio di competenze ed abilità trasversali, che esulano dal campo squisitamente canoistico. Andare in soccorso di un raft ribaltato o di una persona in hydrospeed fuori linea, navigare in sicurezza e per la sicurezza, saper gestire un incastro, effettuare delle manovre a sostegno di raft incravattato sono alcuni dei numerosi aspetti che un safety kayaker deve saper gestire in modo proattivo e positivo

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