Parte 3: Posizione di Sicurezza…perché sì e perché no..!!!

Quindi, perché mi metto in posizione di sicurezza?

La risposta a questa domanda per me è una sola. Mi metto in posizione di sicurezza solo quando sono sfinito, non riesco più a muovermi; mi metto in questa posizione per lasciarmi andare, riprendere energie… per poi rimettermi in posizione di stile e andare a riva. Anche se devo dire che io in posizione di stile libero mi trovo abbastanza a mio agio e riesco a riposare. Il problema però è che io non mi dovrei trovare a esser in fiume sfinito.

Oppure sono su un fiume estremamente semplice e per divertimento mi lascio navigare in posizione di sicurezza. Anche se in più di 28 anni di esperienza non mi è mai capitato di uscire di casa dicendo “ora vado a farmi un bel tratto di fiume a nuoto…in posizione di sicurezza”. Mi è capitato di fare dei tratti lunghi a nuoto per allenarmi, ma sempre a stile libero sempre evitando l’incastro da piede.

 Rafting in Trentino e in Val di Sole36

LE PROBLEMATICHE DELLA POSIZIONE DI SICUREZZA.

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1 non ho controllo di dove sto andando

2 i piedi sono spesso sotto acqua, ora sui buchi di secondo grado sembra di riuscire a tenere su i piedi, ma cambia quando si lavora in acqua seriamente.

3 alto rischio di incastro con i piedi anche in presenza di buchi o dislivelli dove chiaramente quando si fa un saltino, i piedi scendono sotto la superficie dell’acqua rischiando di trovare rami, sassi mossi dalla pressione dell’acqua che sono un pericolo potenziale.

4 non so cosa ci sia sotto il pelo dell’acqua e se trovo piante ringhiere etc.. posso incastrarmi facilmente (i piedi arrivano prima sull’ostacolo e non galleggiano…) Inoltre andando ad impattare con i piedi contro l’ostacolo, dove c’è parecchia pressione la corrente spingerà il nuotatore contro il sasso, l’acqua comprimerà il nuotatore contro il sasso, da questa situazione o il nuotatore piega le gambe e la schiena si chiuderà trovandosi in piedi incastrato, oppure spingerà con le gambe andando sotto con la testa.

5 la posizione di sicurezza mi porta ad avere il sedere molto sotto, rischiando di prendere colpi al sedere e alla schiena
mi è capitato durante un corso di dover dimostrare la posizione di sicurezza e la posizione di nuoto aggressivo. Per una questione didattica ho mostrato prima il metodo corretto, ovvero nuoto a stile, dietro ad un buco ho impattato contro un sasso a pelo d’acqua che non avevo visto in precedenza. Il risultato è stato un forte urto contro il salvagente, male alle costole per 3 settimane. Se sfortunatamente avessi mostrato prima la posizione di sicurezza mi sarei ri-rotto la schiena sicuramente il coccige. Infatti dopo aver visto e sentito il sasso, non ho rischiato a mettermi in posizione di sicurezza e nessun corsista ci ha provato. Anche chi era ligio alla posizione di sicurezza ha detto incastro da piede troppo alto e sicuramente trauma alla schiena.

6 se entro in un buco rischio di rimanerci dentro per poca velocità

7 sifoni: i piedi ci entrano dentro (vengono risucchiati)

8 lettura del fiume, assente

9 immaginiamo di essere su una curva o vediamo un sasso davanti a noi: in posizione di sicurezza metteremmo i piedi nella direzione opposta a dove volgiamo andare e nuotiamo a dorso. In una curva vuol dire nuotare contro corrente senza nessun risultato. Perché, per tagliare la corrente bisognerebbe mettere i piedi verso monte e la testa verso valle. Difficile per uno che non è esperto e soprattutto va contro l’istinto. Durante i corsi anche con guide rafting e kayakers bravi faccio provare questa situazione senza spiegare niente. Il risultato è che tutti si trovano in posizione di sicurezza provando a nuotare contro corrente per evitare l’esterno curva, con il risultato di andarci a sapere, questo per l’errata angolazione del nuotatore rispetto al fiume e alle correnti. Poi prendo un principiante e lo faccio nuotare a stile libero il risultato è che ha l’anglo giusto per evitare di andare ad infilarsi sotto la parete esterna.

10 entrate in morta. Spesso mi raccontano che a varie squadre insegno ad entrare in morta così:

posizione di sicurezza, quando si vede la morta ci si gira a stile e si nuota più forte che si può.

E chi ci prova su un secondo grado ci riesce. Quando però incomincia ad essere stanco o si trova in una morta più cattiva, arriva il deflettore e la morta non la prendono più. Essendosi stancati notevolmente per il tentativo fallito, l’ansia cresce così come l’affaticamento, toccando il deflettore e la morta sono andati sott’acqua, e alla fine la morta non la si prende più. Inoltre la linea tra morta e corrente può tirare sotto una persona anche per parecchi secondi.

Questi sono solo alcuni dei punti cardine, ce ne sono parecchi, dagli studi fatti sulle persone che sono sopravvissute ad un annegamento, a fattori di stress etc…

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