parte 6, nuotare in una rapida cosa fare?conclusioni…

parte 6, nuotare in una rapida cosa fare?conclusioni…

Se ho fatto un bagno in canoa e mi trovo in una rapida cosa devo fare????

Io nuoto in avanti perché non sapendo bene cosa troverò preferisco affrontarlo senza il rischio di incastri, poi nuoto verso riva a 30° perché è l’unica cosa che posso fare. Dove arrivo arrivo. E quindi, nuotare in una rapida cosa fare?
Non posso mettermi contro corrente perché la forza dell’acqua è molto forte e non arriverei mai a riva, mi affaticherei, inizierei a bere, mi verrebbe il panico ecc….
Infatti sono accaduti incidenti mortali a guide rafting e soccorritori, non perché non sapevano nuotare, ma perché sono morti causa la troppa stanchezza che li ha portati a non riuscire più ad arrivare a riva. C’è anche l’aspetto psicologico, infatti nuotare il più velocemente possibile vuol dire per molti non respirare nemmeno, o aumentare lo stress per paura. Nuotare in discesa oltre alla poca fatica ti permette di ragionare, respirare ed il cervello si può influenzare in maniera positiva. Infatti nuotando dicendosi: “posso arrivare un po’ più giù stai calmo” può aiutare. Durante i corsi faccio sempre nuotare le persone a stile libero chiedendo di fare 2 traghetti, poi spiego l’esercizio che voglio e il risultato è che fanno i 2 traghetti senza far fatica e senza fittone.
 Questo è uno dei problemi…
Mi spiego con una similitudine:
se vado a fare una corsa diciamo 10 km, la mia stanchezza sarà abbastanza lineare. Ad ogni km mi stancherò gradualmente sempre di più e dopo 30 minuti sarò molto stanco.
Traghetto a nuoto: parto come un toro, 7-8-9 bracciate, passano 6-7 secondi e sono già  finito. Non ho più forze, mi lascio andare.
Ecco perché è importante nuotare, si cercando di uscire il prima possibile dall’acqua, ma anche mantenendo energie per affrontare errori e per continuare a fare le cose giuste, rimanendo lucido.
Quindi si esce il prima possibile facendo meno fatica possibile. Una cosa non deve andare a discapito dell’altra.
Inoltre nuotando correttamente si respira, ci si tranquillizza perché il focus non è uscire il prima possibile ma con la meno fatica possibile. Il risultato che entreranno in morta con angoli giusti, rischiando meno gli incastri e traumi. Perché avendo un angolo corretto se si va ad impattare contro uno ostacolo lo si farà con il salvagente e non con le gambe o altro.
Anche il tuffo è importante. Alcuni insegnano a tuffarsi di schiena, così rischi subito l’incastro da piede, di impattare contro un’ostacolo con il sedere e tuffandosi così non si sfrutta la velocità del tuffo per nuotare, infatti ci si bloccherà immediatamente e si dovrà far fatica per ripartire. Ora non credo ci sia più nessuno che spiega il metodo migliore per farsi male e per incastrarsi, però tanto per non saper né leggere né scrivere ci pareva il caso di comunicarlo.
Poi c’è sempre l’aspetto psicologico che conta circa 80% della stanchezza. Argomento precedentemente trattato e che approfondiremo in seguito.
IL PROBLEMA PIU’ GROSSO NON SONO LE TECNICHE GIUSTE O SBAGLIATE, E’ CHE TUTTO QUELLO CHE VIENE APPRESO DEVE ESSERE MESSO IN DISCUSSIONE PROVATO E CAPITO. MI CAPITA SEMPRE DI VEDERE RAGAZZI IN ACQUA CHE FANNO LE COSE PERCHE’ GLI E’ STATO DETTO MA NON PERCHE’ E’ GIUSTO. IL SOCCORSO FLUVIALE DEVE ESSERE UN QUALCOSA DOVE IL RAGIONAMENTO E I PERCHE’ DEVONO ESSERE SVISCERATI E PROVATI. ALTRIMENTI CI SI TROVERÀ’ ANCORA A FARE LA POSIZIONE DI SICUREZZA TANTO PERCHE’ E’ QUELLA CHE NEGLI ANNI 80 SI FACEVA.
Sul canale youtube di rescue project potete trovare molti spunti sul nuoto.
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Come indicato sopra, queste righe vogliono essere solo alcune informazioni base, pertanto qualora  alcuni frasi fossero poco chiare, non esitate a contattarci per chiarimenti.
Ricordiamo inoltre che questo è un punto di partenza. Non mettete in pericolo persone, insegnando tecniche che non conoscete a pieno e che non avete provato e confrontato.
Per portare qualcuno in acqua dovete essere molto preparati, perché se dovesse accadere qualcosa dovete essere in grado di aiutarli, sapendo le tecniche giuste e corrette e tutelandoli sotto tutti i profili.
I riferimenti per corsi e per gli istruttori.

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