rischio caduta in acqua 32 ore

 
 
4 Giorni 32 ore. 

SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO:
rischio caduta in acqua 32 ore

Oggigiorno si rivela sempre più importante, soprattutto alla luce delle evoluzioni normative e della rilevanza del tema “sicurezza sui luoghi di lavoro”, la predisposizione di piani formativi e procedurali anche nei settori lavorativi che prevedono il rischio di caduta in acqua.

Le posizioni lavorative che espongono i dipendenti al rischio caduta in acqua, con le relative conseguenze, sono innumerevoli e si presentano in scenari molto diversi tra loro, molto variabili in termini ambientali e conseguentemente anche di rischio.

All’interno del mansionario dei dipendenti, rientrano quindi delle attività che necessitano un’attenzione aggiuntiva sotto il profilo formativo ed organizzativo, determinando quindi comportamenti e buone pratiche da osservare, per mettere in atto sistemi di prevenzione ma anche di azione, nel caso definito “caduta in acqua”.rischio caduta in acqua 32 ore

Ai sensi della normativa vigente, è quindi importante la formazione e l’informazione del personale dipendente, attraverso percorsi formativi specialistici sul tema in questione, con una successiva elaborazione di documenti e procedure che possano diventare parte integrante del documento di valutazione dei rischi aziendale ed elemento di qualità e standard procedurali elevati dell’azienda stessa.

rischio caduta in acqua 32 oreNumerose organizzazioni aziendali che operano in settori a contatto con l’acqua, hanno dimostrato di essere fortemente strutturate attraverso procedure standard e linee guida efficaci in quasi tutte le aree operative; risultando però più carenti nell’area “grigia” legata alle procedure in caso di caduta in acqua.

Carenza più che legittima, in quanto il settore in questione risulta essere particolarmente tecnico e specialistico e richiede standard operativi e procedure che, dal settore tipicamente lavorativo rientrano nel settore del “soccorso in acqua viva”.

La caduta in acqua di un dipendente deve essere affrontata innanzitutto in termini di prevenzione, quindi formando il personale ad adottare manovre e modalità comportamentali corrette, tali da abbattere il più possibile il rischio di caduta.

Ma questo non è ancora sufficiente, è necessario formare il lavoratore anche su comportamenti in caso di caduta in acqua, evento che – se sottovalutato – può portare con sé conseguenze fisiche, psicologiche e legali anche di elevata portata.

rischio caduta in acqua 32 oreDi pari passo con la formazione e con l’emissione delle procedure corrette, si accompagna l’importanza dell’individuazione di DPI corretti ed idonei, in riferimento al D.Lgs 81/2008.

Idoneità legata non solo ad una finalità lavorativa ma anche a scopo di sicurezza.

I DPI forniti ai dipendenti per i quali è stato valutato il rischio di caduta in acqua, devono rispondere a requisiti tecnici specifici.

Devono poter rispondere a manovre di autosoccorso e soccorso, altresì non devono divenire un ostacolo o un pericolo poiché, ad esempio, un’imbracatura.

L’imbraco può esporre al rischio di incastro della persona sotto la corrente (letale) oppure gli stivali in gomma possono riempirsi e bloccare il lavoratore, impossibilitato a svincolarsi.

La casistica è numerosa e gli scenari lavorativi sono vari e specifici per ogni luogo di lavoro.

Per questi ed altri motivi l’esperienza e la specializzazione di Rescue Project sono state chiamate in causa per intervenire nell’elaborazione di procedure standard da adottare sui luoghi di lavoro e rispondenti alle normative vigenti.

Inoltre la scuola ad elabora piani formativi adeguati e produce documentazione tecnica nel settore della valutazione dei rischi, con i dovuti sopralluoghi.rischio caduta in acqua 32 ore

Riferimenti Normativi

D.Lgs. 81/08 e ss.mm. e ii.;
PRI (procedure rischio idraulico) emesse ottobre 2008 rev. 1;

Alcune mansioni che necessitano di procedure specifiche

  •   controllo degli impianti in prossimità di masse d’acqua
  •   pulizia griglie
  •   Rilevazioni e prelevamenti di campioni di acqua con varie tecniche
  •   pulizie dissabbiatore
  •   pulizia bacini
  •   controllo aste idrometriche
  •   controllo e rilievo dati idrometrici
  •   controllo e rilievi diga e sponde del bacino
  •   controllo e verifica opere di intercettazione e scarico
  •   Tutte le situazioni in cui il lavoratore si trova ad operare entro i 3 m dall’acquaTrentino Wild e Rescue Project : insieme per la formazioneAlla luce di questa premessa, la società Trentino Wild srlcr, ha deciso di avvalersi della formazione della Scuola Nazionale di Formazione Rescue Project.

    La gestione di una formazione così specifica e particolare, richiede l’impiego di professionisti del settore, con esperienze e conoscenze dirette sul campo e con maturata capacità didattica e formativa.

    La Scuola Rescue Project è riconosciuta come “Scuola di Soccorso Fluviale ed Alluvionale” e segue degli standard ben definiti che sono il risultato della fusione di standard a livello internazionale e nazionale.

    Rescue Project non forma solo persone nel settore dell’emergenza ma certifica anche i luoghi di lavoro a contatto con l’acqua, quali dighe, compagnie rafting, centrali idro-elettriche, associazioni di pesca e l’ente per il monitoraggio delle acque come l’ARPA.

    Per questo motivo, è nata una fertile collaborazione con l’azienda Trentino Wild srlcr, attraverso questa collaborazione vengono quindi effettuate:

  1. informazione secondo art. 36 del D.Lgs. 81/08
  2. formazione secondo art. 37 dei lavoratori D.Lgs. 81/08
  3. valutazione dei rischi in manifestazioni e luoghi di lavoro a contatto con l’acqua (Centrali – Comuni –gare in acqua viva – )
  4. messa in sicurezza del luogo di lavoro a contatto con l’acqua

Rescue Project è diventato il centro di riferimento per ideazione e testaggio dei materiali e delle attrezzature.

Tale percorso ha come obiettivo il costruire e certificare a norma di legge tutto l’equipaggiamento per tutti i corpi di soccorso. Le squadre che operano nelle emergenze fluviali, alluvionali ed operatori sui luoghi di lavoro.

La Scuola Rescue Project è il riferimento per la valutazione dell’idoneità tecnica di specifici Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

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Trentino Wild
Via G. Grazioli 71, 38122 Trento p.iva e cf. 02278030222 info@trentinowild.it 0463.901263

Rescue Project – Istruttore e docente

Minenna Vincenzo: info@rescueproject.it +39 339.6803561

Rescue Project – Segreteria e psicologia dell’emergenza

Dott.sa Cristina Orsingher: info@rescueproject.it +39 329.2743226

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