Tra un’alluvione e una costruzione. Pensiero di un Volontario

La stagione dei dispiaceri….

Da qualche giorno scrivo, riscrivo e modifico queste righe per il blog perchè tanti sono i concetti che mi frullano in testa e cerco il modo migliore per esprimerli; in realtà mi sono reso conto che cercavo solo un modo per “addolcire la pillola” e le immagini che girano sul web dell’alluvione in Sardegna mi hanno aperto gli occhi quindi ora scrivo di getto.

Dall’alluvione del veneto del 2010, agli ultimi eventi in Sardegna il copione non cambia e quando inizia a piovere cominciano i dispiaceri, ma quello che più fa arrabbiare è che non è che gli investimenti non vengano fatti, i soldi vengono spesi ma come? Rifacendo un ponte identico a quello che due anni fa a causato il disestro perchè lo stanziamento riguarda il ripristino e non una costruzione exnovo. Questo la dice lunga sulla burocrazia e la gestione delle emergenze in questo paese dove si spacca il capello con regole e normative che poi in realtà paralizzano un sistema che dovrebbe invece essere rapido e fluido; il principio è semplice “le norme non possono sostituire o surrogare il buonsenso e l’esperienza” e a testimonianza di questo ci sono i sindaci che avendo vissuto su pelle i disastri dell’acqua hanno acquisito sul campo una sensibilità di protezione civile che altri amministratori assolutamente non hanno.

Chi ha vissuto emergenze, in particolare alluvionali, nel proprio territorio sa che le prime ad andare in crisi sono le vie di comunicazione, i soccorsi esterni faticano ad arrivare e per le prime 12/24 ore i problemi sono di chi opera in zona. Spesso i vigili del fuoco faticano a far fronte da soli all’emergenza e la collaborazione con la protezione civile, e in particolare i volontari, diventa difficile perchè la formazione è incerta. A questo punto la frase classica è “bisogna lasciar fare ai professionisti”, affermazione che condivido a pieno; chi è più professionista di chi lavora in fiume tutti i giorni? Di chi ogni fine settimana è in acqua e si allena? I soccorritori volontari non possono essere professionali? Io a queste domande ho dato  le mie risposte ma vorrei che il blog prendesse vita e fosse un luogo di pacata condivisione e crescita.

Con queste righe tra lo sfogo e la provocazione ho voluto lanciare un sasso nello stagno…..ora vediamo dove arrivano le onde.

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