Un team unico.

Scrivo questo articolo per dare un parere: chi mi conosce sa che non sono uno di facili complimenti né di frasi già fatte.

Ho appena portato a termine due settimane molto intense. Con corpi di èlite. Raramente mi è capitato di lavorare con squadre così preparate. Questi sono soccorritori molto bravi che non solo fanno soccorso ma lo fanno mentre qualcuno è pronto a sparare loro addosso. E’ vero il modo di dire “quando gli altri rientrano noi usciamo”.

Perché vi scrivo questo articolo: non per elogiare un gruppo ma perchè questa esperienza mi ha fatto crescere e credo possa essere utile a tutti, quindi da condividere.
Mi arrivano 20 ragazzi affamati di sapere. Ora, io sono abituato a vedere in giro persone che dopo 3 ore in acqua si sentono dei fenomeni. O ancora peggio quello che per invidia spara a zero, senza motivo e si sente un fenomeno senza sapere né conoscere.
Questo gruppo composto da soccorritori, tra i quai quello con meno esperienza ha 20 anni missioni alle spalle e si è messo subito in discussione; su tutto.
Hanno lavorato un anno per ottenere la possibilità di svolgere questo corso. Il via libera al corso è stato dato 3 giorni prima della data ipotizzata. Ognuno si è organizzato: chi arrivava dalle isole ha preparato tutto in 5 minuti, chi era a casa con la famiglia ecc… e tutti sono partiti con l’entusiasmo di chi vuole conoscere e capire.

Arrivano al Centro di Formazione e da lì diamo via al corso: domande su domande, cercavano di capire il perchè di tutto. Avevano già informazioni sul fiume, ma molti si chiedevano come mai alcune linee guida che conoscevano venissero fatte a pezzi nella teoria e dimostrate nella pratica la poca efficacia.
Si sono messi in gioco su tutto e il corso è andato bene. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio parlare del loro atteggiamento.

Partiamo dal fatto che questi le cose le sanno e non per sentito dire o perchè sono stati in acqua 5 giorni.
Questo gruppo mi ha insegnato molto. Io ho spinto molto quasi troppo, ho stressato, urlato, cazziato per ogni minuto giorno e notte.
Ma quello che vedevo oltre alle capacità era il modo che affrontavano le cose.
Mai e dico mai hanno fatto i “galletti”, mai hanno perso il sorriso, si aiutavano uno con l’altro. Ho notato come nessuno tra di loro fa la prima donna e tutti lavorano per aiutarsi. Tutti si prendono in giro ma è un modo di scherzare sano e che unisce alla fine della giornata.
Ho visto persone che conservavano una mela per il loro compagno per tutto il giorno in acqua. Ho visto disponibilità tra di loro e la cosa che mi ha fatto più piacere è che, per quanto io gridassi contro, la prendevano sempre nel modo giusto … e alla fine pure io mi dicevo “basta rompere le palle”.

Le cose che mi hanno sorpreso di più:
1 umiltà: sanno tanto ma si approcciano con estrema serietà e messa in discussione, un approccio esplorativo
2 Forza del gruppo: nessuno che vuole primeggiare, tutti pronti a sudare per il proprio “coppio” o team
3 Unione: tra di loro uno dei corpi più uniti che ho mai visto
4 la voglia di avere una formazione di qualità
5 Umiltà umiltà e ancora umiltà. Data dal fatto che loro, di corsi seri, ne fanno molti e sanno i loro limiti, sanno fino dove devono arrivare senza inventarsi niente.

Il complimento più bello da loro ricevuto:
” Noi andiamo in giro per il mondo per fare la migliore formazione. Non ci facciamo autoformazione perchè così non cresciamo, invece noi dobbiamo andare dai professionisti. Ad esempio:  andiamo in Malaysia per la sopravvivenza, in Inghilterra per orientamento, andiamo dagli incursori per il combattimento. Andiamo nelle scuole migliori al mondo per ogni cosa e veniamo da te per il soccorso in alluvione e in fiume.
Questo corso è molto molto interessante, bello e dovrebbe essere parte integrante della nostra formazione.
Le chiacchiere stanno a zero e noi vogliamo la miglior formazione possibile perchè la posta in gioco è la nostra vita.”

La speranza:
che tante altre squadre e singoli capiscano l’importanza di creare qualcosa di buono. Senza invidie o gelosie. Senza fare per forza una gara o nascondersi dietro ad una divisa.

Conclusioni.
Sono stato onorato di lavorare con un gruppo così. Squadre con i contro c…i con anni e anni di esperienza che non si accontentano e vogliono e pretendono il massimo.
Devo dire che in questo corso io sono quello che ha imparato di più. Buon lavoro.

 

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